Disoccupazione delle donne all'8,6 %

Puntare nel 2009 al cuore del problema.
L'alto tasso di disoccupazione femminile a Terni è il dato.
Il problema è che si tratta di un nodo ormai strutturale del mercato del lavoro ternano che occorre affrontare con strumenti nuovi, soprattutto incentivanti, mettendo intorno ad un tavolo gli attori istituzionali ed economici della città.
é nato per questo, promosso dalla Provincia, il Patto territoriale per l'occupazione femminile, presentato a Terni lo scorso mese di ottobre in occasione della sesta Fiera Lavoro.
Il Patto per incentivare l'occupazione delle donne, e dunque per essere davvero operativo, deve come è ovvio raccogliere il forte impegno delle associazioni datoriali e di categoria ed è su questo punto che pare piuttosto complicato chiudere il cerchio.
Insomma mentre il Patto stenta a decollare, il 2008 si è chiuso a Terni con un aumento del tasso di disoccupazione femminile che ha toccato quota 8,6 per cento, un tasso, tanto per tradurre l'entità del problema, superiore alla media nazionale.
La nostra insomma è la provincia del centro-nord con uno dei più bassi livelli di partecipazione delle donne al lavoro: ragazze, giovani laureate o madri che pagano il prezzo di un problema più generale del territorio legato alla scarsa qualità della domanda di lavoro.
Vero è che rispetto al 2006 c'è stata una lieve ripresa dell'occupazione, ma ha riguardato, nella quasi totalità dei casi, il settore dei servizi alla persona che ha assorbito in realtà forza lavoro straniera.
Per le donne che possiedono una laurea poi non esistono in pratica "finestre di dialogo" con le aziende che ricercano soprattutto manodopera maschile qualificata.
Un problema che la Provincia di Terni riscontra tutti i giorni presso i Centri per l'impiego.
Il 70 per cento infatti di chi si rivolge ai Centri è donna, la maggior parte ha 30 anni con in tasca una laurea per lo più in materie umanistiche.
Una delle grandi animatrici del Patto è stata, insieme a Raffaella Chiaranti, consigliera di parità della Provincia di Terni, l'assessore provinciale alla formazione e alle politiche del lavoro, Donatella Massarelli.
"Vorrei precisare ciò che questo patto non è.
Non è, per intenderci, l'ennesima raccolta di buoni propositi.
Sono stanca di condurre analisi e partecipare a convegni sul tema dell'occupazione femminile senza mai raggiungere qualcosa di concreto.
Questo Patto è qualcosa di diverso - spiega l'assessore - è uno strumento concreto che finalmente mette a sistema una serie di elementi e coinvolge tutte le realtà territoriali, istituzioni, forze sociali e imprese.
Vuole produrre una rottura simbolica del sistema di domanda e offerta del lavoro.
Che vuol dire: più donne nelle aziende metalmeccaniche, più donne qualificate nel settore del commercio, più sostegno alle lavoratrici autonome o che vogliono creare impresa"
Chiara Damiani
Corriere dell'Umbria Lunedì 12 Gennaio 2009

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