Gli ultimi dubbi sono stati sciolti. Enrico Melasecche correrà da solo alle comunali di giugno 2009.
Stamattina l'annuncio ufficiale nel corso di una conferenza stampa convocata alle 10 a Palazzo Spada. Candidato sindaco di Terni di due liste apparentate: una della nuova Udc (con dentro la Rosa bianca di Tabacci e Pezzotta e i circoli liberal di Adornato) che potrebbe avere come capolista il consigliere circoscrizionale Gianluca Piergili o quello comunale Enzo Bongarzone; e una lista civica, tutta composta di giovani che hanno fatto esperienza fuori Terni capeggiata da Andrea Liberati, il trentenne che per mesi ha vissuto in prima persona negli Stati Uniti l'esperienza entusiasmante della campagna elettorale per Obama.
Annuncio tutto sommato a sorpresa quando voci insistenti parlavano di un pressing di Casini sullo stesso Melasecche per un apparentamento fin dal primo turno con Antonio Baldassarre candidato sindaco del centrodestra, la famosa lista di cui si era ipotizzato Melasecche per Baldassarre.
Melasecche a questo punto dovrebbe uscire da Rinnoviamo insieme Terni, quel comitato elettorale propedeutico alla lista civica Baldassarre di cui è restato formalmente vice presidente.
Melasecche insieme ad Adriano Garofoli è stato l'inventore del laboratorio Baldassarre: una lista civica che emerge dalla società civile con un candidato sindaco non schierato apertamente coi moderati, sopra le parti e anzi liberal, in modo da intercettare gli scontenti di sinistra.
Un rapporto che si è incrinato a ottobre quando Baldassarre ha deciso, senza possibilità di ripensamenti, che nella sua lista non sarebbero entrati politici di professione.
Dunque fuori anche Melasecche la cui unica possibilità era quella appunto di costituire una sua lista, Udc o civica, apparentata con Baldassarre sindaco.
"Sarebbe una lista di serie b, il progetto è stato snaturato"
aveva detto rabbioso Melasecche all'indomani del chiarimento.
Che però fino ad oggi non si è trasformato in uno strappo.
Evidentemente in questi mesi il rapporto con Baldassarre non si è mai interrotto, e potrebbe riaprirsi, sempre che ci si vada, al ballottaggio.
Centrodestra frastornato dall'annuncio: quelli che sull'onda del probabile trascinamento del voto europeo e della crisi incipiente del Pd puntano a una vittoria al primo turno lo giudicano un colpo basso; quelli che più ragionevolmente pensano che la sfida si misurerà al secondo turno credono che la mossa di Melasecche sia addirittura positiva perché potrebbe sottrarre voti ai delusi nel Pd dell'ex Margherita

Giuseppe Magroni
Corriere dell'Umbria Giovedì 29 Gennaio 2009

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