Erri De Luca a Vette in vista

"La mia vita è stata salvata da un'équipe specializzata dell'ospeale Santa Maria. Come non potrei essere grato a questa città."
Sono le parole dello scrittore e alpinista Erri De Luca, che oggi pomeriggio aprirà la prima rassegna di cinema di montagna e di esplorazione "Vette in vista", in ricordo della giovane guida alpina Stefano Zavka, scomparso nel luglio del 2007 sul K2.


Tra tutti i Paesi che lei ha assaporato nella sua vita, anche fuori Italia, perché le rimane Terni nel cuore?
"Perché Terni ha salvato il mio cuore.
Lo scorso anno, mentre arrampicavo una parete in Valnerina sono stato colpito da un attacco cardiaco.
Sono stato subito ricoverato per alcune settimane in terapia intensiva presso l'ospedale Santa Maria e da lì ne sono uscito vivo.
Grazie alla prontezza e alla professionalità dei medici ternani sono legato a questa città. E poi vengo spesso a Terni per arrampicare le pareti. Ed è stato così che ho conosciuto Stefano."
Oggi, invece, è qui per raccontare la montagna e la scrittura sacra.
"In fondo, in pochi conoscono le scritture sacre. Per esempio la Bibbia, la danno tutti per scontata. E nessuno ci si sofferma più di tanto. E quello che io in questi anni ho analizzato è proprio la geografia che è nella Bibbia. Luoghi, mappe, montagne. Dall'Ararat, da cui Noè discende dopo il diluvio, al Sinai dove Mosè, il maggiore alpinista della storia sacra, sale per ricevere la Legge, al Nebo."
Se potesse diffondere un messaggio ai giovani, cosa le verrebbe in mente?
"Viaggiate. Il più possibile, a qualunque età. Per vedere cose mai viste. Per apprezzare la vita di chi ha altre culture, altre tradizioni. Per portare a casa un pezzo di chi è lontano"
Roberta Falasca
Corriere dell'Umbria Venerdì 23 Gennaio 2009

0 commenti

Posta un commento

Offerte di lavoro a Terni e Provincia

News dalla Provincia di Perugia