Grande successo per Il Concerto di Luis Bacalov

Il tango non è soltanto "un pensiero triste che si balla" secondo la definizione di Enrique Santos Discepolo, non è soltanto "lo specchio della nostra anima" come lo ha definito Jorge Luis Borge, il tango suonato e proposto da Luis Bacalov è, in estrema sintesi, affabulazione e raffinatezza.
Un genere che ha ormai definitivamente perso la sua accezione di musica modulata sulle pulsioni degli abitanti dei barrios di Baires, delle illusioni e delle aspirazioni di generazioni e generazioni di giovani argentini, per essere definitivamente assimilato al rango di musica sinfonica che poco ha da invidiare alle composizioni più complesse e impegnative, più melodiche e liriche dei compositori europei.
Luis Bacalov, nella serata inaugurale dell'edizione 2009 di Visioninmusica, non ha potuto fare a meno di riferirsi al tango, lui originario proprio di Buenos Aires, ma che già dagli anni Sessanta è attivo in Europa, e che ha vissuto da lontano ma con uno spleen tanto nostalgico, quanto malinconico tutte le fasi salienti della lenta e progressiva trasmutazione del tango da musica da ballo a vera e propria espressione artistica, forma insuperata e insuperabile del "sentire" argentino.
Il brevissimo ma intenso excursus di Bacalov sul tango ha visto alternare brani quali "El dia que me quieras" di Carlos Gardel e Alfredo La Pera a il classico "El Choclo" di Angel Villoldo, vale a dire nella rivisitazione delle forme più antiche del tango, all'inevitabile e immancabile citazione di Astor Piazzolla e del suo Libertango nella frequentazione del New tango, vale a dire della rivoluzionaria incursione nel tango che il grande compositore e bandoneonista argentino compì negli anni Settanta.
Ma a differenza di qualsiasi formazione, combo o band più ampia che si voglia, Bacalov ha avuto la felice intuizione e il contemporaneo privilegio di poter fruire del complesso intreccio timbrico e dell'assoluta raffinatezza esecutiva dell'orchestra d'archi "Giuseppe Tartini", venti elementi che tra viole, violini, violoncelli e contrabbassi hanno saputo dialogare affabilmente con il pianista e compositore argentino.
Il quale pianista - è da sottolineare - è anche autore di alcune delle più belle colonne sonore di film di successo e premio Oscar per le musiche dell'indimenticabile "Il Postino" interpretato dal compianto Massimo Troisi.
E così che, con la stessa aurea sinfonica, Bacalov ha riproposto alcuni dei suoi cavalli di battaglia quali le colonne sonore di film come "a ciascuno il suo", "La seduzione", "Il Postino", "Una storia semplice" proponendo persino un raffronto con una scrittura molto più "nervosa" quale quella di Ennio Morricone in
"Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto."
Non basta, perché Bacalov, sfruttando l'occasione dell'orchestra d'archi, si è spinto sino all'esecuzione di vere e proprie suite sinfoniche quali il
"Concerto grosso per violino e archi"
nei movimenti allegro, moderato, andante e allegro e "Baires, prima Suite" nei movimenti allegro, andante, allegro.
Il concerto applauditissimo, si è chiuso infine con "Astoriando", brano composto dallo stesso Bacalov e dedicato alle complesse traiettorie del tango di Astor Piazzolla
Claudio Bianconi
Corriere dell'Umbria Sabato 17 Gennaio 2009

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