Il Comune sta valutando l'opportunità di fare causa alla ThyssenKrupp Acciai speciali Terni per ottenere il risarcimento delle spese di somma urgenza sostenute dopo la doppia rottura delle condutture idriche di Collestatte.
L'atto di indirizzo elaborato dall'assessorato ai lavori pubblici è all'ordine del giorno della giunta comunale, ma prima di assumere la delibera l'assessore Pileri attende la valutazione del sindaco Raffaelli e dell'intero esecutivo di Palazzo Spada.
"Si tratta di una questione delicata - spiega Pileri - sulla quale riteniamo sia necessaria una decisione collegiale.
Si tratta, infatti, di procedere alla richiesta di rimborso che l'acciaieria ritiene di non dover effettuare sulla base di una convenzione, siglata nel 1998, quando venne realizzato il Tourist Shop della Cascata, che garantiva una servitù di passaggio alle condotte di adduzione idrica di proprietà dell'Ast.
Sulla base di quel documento, secondo la direzione aziendale dello stabilimento di viale Brin, non ricorrono gli estremi per una rifusione del danno, in quanto il documento solleverebbe ThyssenKrupp da ogni responsabilità e obbligo verso terzi."
Il Comune aveva avviato una interlocuzione con i dirigenti della Tk-Ast subito dopo la doppia rottura delle condutture, avvenute nella notte tra il 25 e 26 marzo e il 4 agosto dell'anno scorso.
E aveva anche scritto una lettera ai vertici di viale Brin per chiedere un'anticipazione dei rimborsi ai privati, agli operatori commerciali e agli esercenti di ristoranti e bar che avevano subito gravi danneggiamenti dall'inondazione.
Ma dopo una iniziale disponibilità al dialogo, dicono dal Comune, è arrivata la chiusura da parte dell'Ast.
"Noi riteniamo che, seppure in presenza della convenzione del 1998, vi siano gli estremi per ottenere un risarcimento - continua Pileri - abbiamo raccolto una documentazione e pareri legali, che attestano come debba comunque essere garantita la piena sicurezza degli impianti, seppure vi sia la piena disponibilità del territorio.
L'irrigidimento della tk nel trattare la vicenda non ha di certo aiutato nella ricerca di una soluzione.
Anche perché i danni subiti da abitazioni, negozi, ristoranti sono davvero ingenti e hanno provocato anche una ricaduta negativa sull'intero movimento turistico dell'area della Cascata delle Marmore."
Poi ci sono i soldi spesi dal Comune: in occasione del primo allagamento fu necessario persino chiudere la Valnerina, ricorrendo all'utilizzo di bus navetta per il trasporto dei turisti.
Palazzo Spada dovette anche intervenire per la rimessa in pristino del sedime stradale, per la bonifica dalle acque del Tourist Shop, per la messa in sicurezza della rete dei sentieri e del ponticello che conduce sull'altra sponda del Nera.
Si tratta nel complesso di diverse centinaia di milioni di euro. A rischio contenzioso

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