Il rapporto Okkio alla salute

"Okkio alla salute":
"Nella regione Umbria il sovrappeso e l'obesità nella popolazione infantile rappresentano un problema importante di salute pubblica."
Lo afferma l'ultimo rapporto elaborato dal Servizio prevenzione direzione regionale sanità e servizi sociali in collaborazione con le Asl di tutto il territorio e gli uffici scolastici provinciali di Terni e Perugia, che ha coinvolto 61 classi di 57 scuole elementari presenti nel territorio locale.
L'inchiesta, che ha raccolto un campione statistico composto da 2149 unità (1051 genitori e 1098 bambini), ha dimostrato che nel confronto con gli standard internazionali, la popolazione infantile umbra risulta a rischio per tutta una serie di problematiche peso correlate.
Un'ampia e autorevole lettura scientifica dei dati conferma, infatti, il rischio che il sovrappeso, ed in misura sensibilmente maggiore l'obesità, già presenti in età pediatrica ed adolescenziale, persistano in età adulta causando poi la comparsa di patologie quali le malattie cardio-cerebro-vascolari, il diabete di tipo 2 e alcuni tumori.
Questo sul versante dei rischi quanto alle statistiche, invece, sono ben altre le preoccupazioni. Il dato emerso dal rapporto "Okkio alla salute" del 2008 ha evidenziato che il 10,6 per cento dei bambini intervistati sono obesi, il 23,6 per cento sono in sovrappeso e il restante 65,8 per cento sono sotto-normopeso.
In breve, complessivamente il 35 per cento degli intervisti presenta un eccesso ponderale rispetto agli indici di massa corporea consigliati per cui se si riportano i dati riscontrati nell'indagine a tutto il gruppo di bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni, il numero di bambini obesi e in sovrappeso presenti nella regione sarebbe pari a 14.640, di cui 4.549 obesi.
Nella regione, le prevalenze di obesità e di sovrappeso sono simili tra bambini di età diverse mentre per quanto riguarda l'analisi di genere la popolazione femminile risulta più a rischio sovrappeso rispetto a quella maschile.
I maschi sono in sovrappeso per il 24 per cento e obesi per l'11,2 per cento, mentre le femmine scalano al 26,9 per cento per il problema del sovrappeso e al 10 per cento per l'obesità.
Diverso il responso per quanto riguarda altri report di paragone. Secondo l'inchiesta "okkio alla salute", i bambini che vivono in centri urbani con una media di 10 mila-50 mila abitanti sono in genere più obesi dei loro coetanei che vivono in centri più piccoli, mentre per quanto riguarda il rapporto con la scolarità della madre, i sondaggi rivelano che il rischio obesità diminuisce con il crescere della scolarità materna e passa dal 14 per cento per il titolo di scuola elementare, al 10 per cento per il diploma di scuola superiore, fino al 5 per cento per la laurea.
Questo, in sintesi, il "verdetto" al quale i responsabili del progetto hanno cercato di dare motivazioni ancor più adeguate estendendo i parametri dell'indagine anche alle abitudini alimentari e all'attività fisica.
Sul primo dei due versanti, l'indagine che si è svolta nella nostra regione, ha messo in luce le grande diffusione fra i bambini di abitudini alimentari sfavorevoli a una crescita armonica e fortemente predisponenti all'aumento di peso, specie se sinergiche.
Nello specifico, tra i comportamenti più a rischio sono stati evidenziati, la
"mancata assunzione di un numero adeguato di porzioni di frutta e verdura al giorno"
e "l'inadeguatezza delle merende".
La quasi totalità dei bambini (93 per cento) non fa una merenda adeguata e i genitori riferiscono che solo il 3 per cento dei bambini consuma 5 o più porzioni di frutta e verdura ogni giorno.
Anche sul versante dell'attività fisica le conclusioni del sondaggio non sono molto favorevoli. Nella nostra regione, tra i bambini, sono molto diffuse le attività sedentarie come il trascorrere molto tempo davanti alla televisione (il 56 per cento dei bambini ha una televisione in camera che guarda con una media di due ore al giorno, principalmente il pomeriggio) e giocare con i videogiochi.
Inoltre, si stima che circa 1 bambino su 4 è fisicamente inattivo: meno di 1 bambino su 10, infatti, ha un livello di attività fisica raccomandato per la sua età, anche per ragioni legate al recarsi a scuola con mezzi motorizzati, giocare poco all'aperto e non fare sufficienti attività sportive strutturate
Eleonora Stentella
Corriere dell'Umbria Martedì 20 Gennaio 2009

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