Un'eccellenza tecnologica sta per fare ingresso al "Santa Maria". Il ministero ha infatti autorizzato l'azienda ospedaliera all'acquisto della risonanza magnetica 3T, che potenzierà la diagnostica di tutti i reparti, specie di quello neurologico.
é già stata espletata un'asta per questa macchina sofisticata, ad alta precisione e velocità, e della quale si è già scelto un modello, che dovrebbe essere installato in autunno.
L'evento, nato su proposta dei medici del dipartimento di radiologia, è un successo per la medicina a Terni, anche perché l'autorizzazione ministeriale è stata ottenuta in soli 8 mesi, invece del solito paio d'anni necessario in questi casi.
La notizia dell'arrivo della 3t si è diffusasa all'interno dell'ospedale in modo confuso, fino a travisare che una macchina così costosa (in genere costa oltre 2 milioni di euro), fosse destinata alla ricerca pura, senza beneficio per i pazienti; e fino ad allarmare l'orecchio di Maura Di Giuli, ex responsabile del Tribunale del malato, tuttora attenta e spietata osservatrice della sanità locale e seguace del "Pardini-pensiero".
Timori legittimi visto che, seppure la scienza viva di ricerca, e - come ha sottolineato il direttore sanitario dell'ospedale Roberto Ruscica -
"non è pensabile scindere la ricerca dalla clinica"
-, tuttavia, se oggi si prenota una risonanza in ospedale, il primo posto libero è ad agosto.
Delle pecche da imputare al Santa Maria, invece, sembra proprio che la risonanza 3t non faccia parte.
Può ben anzi costituire un vanto, dato che sarà l'unica in terra umbra: Terni l'avrà prima di Perugia, che la sta acquistando, Orvieto ha una risonanza 0,7t, Spoleto una 0,35t, naturalmente aperte, e 0,35t sono anche quelle delle strutture private.
La 3t dunque (tre Tesla, alto l'indice di intensità del campo magnetico) è uno strumento diagnostico molto sensibile, in grado di fare gli stessi esami dell'1,5T (già presente al "Santa Maria"), con la stessa qualità, ma in minor tempo (e ciò ricadrà anche sulle code d'attesa, seppure l'ospedale abbia per priorità i degenti).
A parità di tempo invece, la rm 3t rileva molte più informazioni, ottimizzando la diagnosi. Essendo uno strumento diagnostico, perciò,
"la macchina verrà usata nella ricerca clinica applicata"
ha precisato il direttore della radiologia, Pierfausto Ottaviano.
Ricerca applicata alle condizioni cliniche del paziente per migliorarne la diagnosi.
"Si può indagare, per esempio - Ottaviano ha spiegato in modo divulgativo -, come risponde il cervello di quel particolare paziente mentre sta svolgendo una certa funzione.
O quanto è grande una neoplasia tumorale e in quali punti precisi si colloca. Con la 3t si va a centrare il bersaglio senza bisogno di fare l'istologia."
Correda la 3t un software all'avanguardia, che la predispone per una vasta gamma di diagnostiche, di ambito anzitutto neurologico (con persino alcune funzioni proprie della Pet) ma anche oncologico, body e cardio-vascolare (senza bisogno di mezzi di contrasto).
Un gioiello della tecnologia per Terni, che - ha esortato Ottaviano -
"bisogna saper usare per giovarsi delle sue potenzialità"
Orietta Bonifazi
Corriere dell'Umbria Giovedì 22 Gennaio 2009

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