Dopo Michail Gorbaciov, David Grossman, Ibrahim Faltas, i rappresentanti dell'Anmil, i coniugi Green e la paladina delle battaglie per i diritti umani alla guida del Leadership Council di Amnesty International, Kerry Kennedy, quest'anno il premio "San Valentino un anno d'amore" 2009, è stato consegnato a Ingrid Betancourt ,l'attivista colombiana per i diritti umani rapita e tenuta prigioniera dalle Farc per sei anni.
Ieri pomeriggio la cittadinanza (cariche istituzionali, religiose, forze dell'ordine e molti civili) si è raccolta intorno alla nuova "madrina" degli eventi valentiniani per testimoniare l'alto interesse che la "città dell'amore" ha per i veri ideali di pace e fratellanza.
Il pomeriggio è stato denso di impegni per la Betancourt. Alle 16,30 al cospetto di una folla di cittadini accorsi presso la sala Consiliare di palazzo Spada, il sindaco, Paolo Raffaelli, le ha consegnato il "Thyrus d'Oro", simbolo della cittadinanza ad onore mentre, alle 17,30, nel corso dell'incontro cittadino al Verdi, è stata la volta del vescovo, monsignor Vincenzo Paglia, che le ha offerto il Premio San Valentino 2009 per ricevere il quale la Betancourt ha modificato la sua agenda di inviti che prevedeva più di 1200 richieste.
Ma gli impegni non sono finiti. Oggi, infatti, l'attivista colombiana si recherà al Sacro Convento di Assisi per una visita di preghiera alla tomba di San Francesco, la stessa tomba davanti alla quale sua madre aveva pregato prima della sua liberazione.
"Quest'anno - ha dichiarato il sindaco - la città del Santo Valentino ha voluto consegnare un riconoscimento a una donna che rappresenta un modello di pace e amore nel mondo.
Un alfiera della tolleranza che impersona tutti coloro che sono privati della libertà a causa della difesa dei diritti umani e della lotta contro il terrorismo, la corruzione ed il narcotraffico".
E il vescovo, monsignor Paglia, ha aggiunto: "Dopo tante preghiere collettive con i fedeli è per me oggi un sogno poter avere qui Ingrid Betancourt sana e salva.
Lei rappresenta un esempio di fortezza per tutti noi. É la concreta testimonianza del fatto che il dialogo possa superare le barriere dell'odio e della violenza".
Nel corso del lungo pomeriggio l'ufficialità delle cerimonie di premiazione ha lasciato più volte il posto a veri e propri momenti di profonda compartecipazione emotiva durante i quali la Betancourt ha voluto ricordare alcuni momenti della sua triste prigionia.
"Sono grata alla città di Terni - ha dichiarato - per avermi adottata. Dalla mia esperienza ho appreso che per cambiare il mondo, per migliorarlo e migliorarci a nostra volta, occorre creare un cordone di fratellanza.
Stabilire un dialogo basato sull'amore e condividere quanto più possibile con gli altri. Oggi - ha aggiunto - sono felice perchè ritrovo negli sguardi di tutti coloro che hanno voluto consegnarmi il premio San Valentino uno spirito di fratellanza che io stessa reputo alla base del vivere.
Solo attraverso il dialogo, la fede e l'impegno collettivo possiamo riempire i vuoti del mondo per arrivare a un livello superiore di civilizzazione.
Solo con la forza delle parole scelte con amore si possono abbattere i muri dell'indifferenza, dell'odio, della sopraffazione che ancora oggi, purtroppo, albergano in questo nostro mondo".

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