Tutto da rifare per lo smantellamento del vecchio elettrodotto da 220 chilovolt che attraversa l'abitato di Borgo Rivo e Gabelletta.
L'impianto doveva essere smantellato sulla base di un accordo di programma siglato nel 2002 tra il Comune di Terni e la Terna, la società responsabile in Italia della trasmissione dell'energia elettrica sulla rete ad alta e altissima tensione su tutto il territorio nazionale, con oltre il 98 per cento delle infrastrutture elettriche.
Ma contro il nuovo tracciato, che attraversa una serie di servitù poste all'interno di proprietà private nella zona pedemontana sottostante all'abitato di Cesi, hanno presentato ricorso al Tar un gruppo di cittadini, che hanno ottenuto l'annullamento dei decreti del ministero e del prefetto che consentivano l'opera.
Le sentenze dei giudizi di merito sui tre diversi ricorsi, sono state depositate alla fine del 2008 dai collegi presieduti in tutti i casi dal giudice amministrativo Piergiorgio Lignani.
E in tutti e tre i casi vengono accolti parzialmente le eccezioni presentate da 18 diversi soggetti aventi titolo sulle aree interessate dai lavori.
Si tratta, in particolare, di 17 cittadini e di una società rappresentati da un pool di avvocati formato da Maria Di Paolo, Giovan Paolo Ruggeri, Salvatore Francesco Donzelli e Umberto Segarelli.
A causare il brusco stop all'inizio dei lavori per lo spostamento dei tralicci, l'illegittimità sancita dai magistrati amministrativi dell'iter seguito per la definizione del nuovo tracciato.
In particolare, secondo i collegi giudicanti del tribunale amministrativo regionale, non vi è una specifica competenza ad autorizzare gli elettrodotti nell'elencazione delle prerogative del ministero dell'Ambiente.
Al contrario, doveva essere seguita la prassi che prevede che l'autorizzazione venga rilasciata dal ministero delle Attività produttive, di concerto con il dicastero dell'ambiente, previa intesa con la Regione Umbria.
L'annullamento del decreto ministeriale per incompetenza, determina a sua volta la fondatezza della censura di illegittimità del decreto prefettizio, che era stato emesso per consentire alla Terna di occupare, in via temporanea e d'urgenza, aree necessarie all'esecuzione delle opere del nuovo tracciato dell'elettrodotto.
I giudici hanno rigettato anche le eccezioni dei legali di Terna, ministero dell'Ambiente e Comune di Terni contro quei ricorsi che riguardavano aree e proprietà che non sarebbero state interessate da lavori o installazioni dei nuovi tralicci, ma che erano state individuate come utili ai cantieri della società energetica.
Adesso, per le istituzioni e per il gestore della rete di trasmissione elettrica nazionale, le strade sono due: o vengono rinnovati tutti i permessi, seguendo l'iter raccomandato dal Tar, oppure si aggiusta il tracciato dell'elettrodotto, evitando il passaggio sulle proprietà dei ricorrenti.
In entrambi i casi, però, saranno necessari mesi di tempo.
"Noi ci auguriamo che il Comune riesca a convocare prima possibile un tavolo risolutivo - dice il presidente della Circoscrizione Colleluna, Leo Venturi - bisogna tenere in debita considerazione le legittime rivendicazioni dei cittadini che hanno presentato ricorso, ma nello stesso tempo dare una risposte alle migliaia di residenti che da anni chiedono l'eliminazione del vecchio elettrodotto da borgo Rivo e Gabelletta.
Non vorremmo che le sentenze del Tar fossero utilizzate come un alibi per lasciare le cose come stanno"












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