Hanno smontato pezzo per pezzo la proposta di revisione dei confini circoscrizionali approvata dalla Commissione speciale presieduta da Marco Malatesta.
Ed hanno accusato il centrosinistra di aver elaborato un disegno blindato, frutto di alchimie istituzionali e di calcoli elettorali.
I presidenti della Seconda, della Terza e della Quarta Circoscrizione, Carla Pirro, Paolo Quintiliani e Leo Venturi, hanno presentato la propria proposta alternativa.
Una vera e propria rivoluzione copernicana rispetto al modello di decentramento che arriverà in consiglio comunale e che taglia in tre fette il territorio comunale, perché secondo i tre presidenti la riorganizzazione va fatta secondo criteri diversi: mantenendo omogeneità tra i territori, salvaguardandone le vocazioni e chiamando la popolazione a partecipare e condividere le scelte di riforma.
"Ci hanno presentato un disegno non emendabile - protesta Carla Pirro, eletta da indipendente alla guida di una lista di centrosinistra - per questo ci rivolgeremo direttamente al presidente del consiglio comunale Stefano Bufi e ai commissari che devono riformare lo Statuto per sottoporre una proposta alternativa.
Noi pensiamo sia più giusto creare una Circoscrizione del Centro, unendo le attuali Tacito, Interamna e Ferriera, in un territorio con spiccate vocazioni commerciali e storiche.
Quindi, il resto del territorio andrebbe suddiviso in due altre macroaree: quella Est, con l'unione di Cervino, Valnerina, Velino e Valserra e con prevalente tendenza turistica, contenendo i maggiori siti attrattivi, tra cui Cascata delle Marmore e Piediluco e aree pedemontane; e quella Ovest, accorpando Colleluna e Collescipoli in un territorio con evidenti connotazioni industriali, artigianali e terziarie."
Una suddivisione che, per i tre presidenti "ribelli" avrebbe il pregio di garantire ai futuri consigli deleghe e compiti ben definiti e specializzati, di evitare sovrapposizioni inutili tra gli organismi di decentramento e, infine, di rafforzare la coesione sociale.
"Quello che è più insopportabile - chiarisce Leo Venturi - è che si è eluso il confronto su questi temi.
L'assessore Trivelli, il sindaco Raffaelli, la maggioranza hanno fatto orecchie da mercante, riducendosi all'ultimo momento a proporre una riforma raffazzonata che ha solo l'obiettivo di perpetuare il controllo politico e partitico del territorio.
Si fa marcia indietro anche sull'elezione diretta dei presidenti, facendo tornare le Circoscrizioni ai tempi delle staffette tra i partiti e della spartizione delle poltrone fatta col manuale Cencelli."
Paolo Quintiliani è ancora più duro:
"La commissione si è trovata a votare a scatola chiusa, su un'operazione di ingegneria politica fatta col bilancino per penalizzare quei presidenti che hanno dimostrato autonomia e che hanno acquisito il consenso delle popolazioni."
Alla conferenza stampa ha subito risposto il Partito Democratico, con una nota dei capigruppo della Terza e Quarta Circoscrizione, in cui si contesta il metodo seguito dai tre presidenti e il merito della loro proposta.
"Stanmo usando le cariche e il ritorno mediatico che oggi possiedono - afferma il comunicato del pd - per fini personalistici ed elettoralistici"
Federico Zacaglioni
Corriere dell'Umbria Giovedì 22 Gennaio 2009

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