Il "marchio" degli Stadio gli è rimasto stampato addosso, quasi fosse una sorta di "tatuaggio" col quale è destinato a convivere per sempre.
Era il lontano 1980 quando Ricky Portera, insieme a Gaetano Curreri e al batterista Giovanni Pezzoli, decise di dare un nome ed una sua propria anima a quel gruppo di musicisti che girava l'Italia e affiancava in sala di incisione artisti in quel momento in grande ascesa, come Lucio Dalla, o che proprio allora muovevano i primi passi, vedi Vasco Rossi o Luca Carboni.
Un sodalizio, quello tra Portera e gli altri (tra i quali, per qualche tempo, transitò anche Fabio Liberatori, autore poi di tante colonne sonore insieme agli Stadio e anche da solo) durato fino al 1987, quando le strade del chitarrista e del gruppo bolognese si separarono.
Un addio non senza polemiche (soprattutto con Curreri) ma senza astio se è vero, come è vero, che ancora l'anno scorso gli Stadio e Portera (nel frattempo sostituito da Andrea Fornili) si sono ritrovati per incidere insieme una nuova versione di "Canzoni alla radio", scritta tanti anni da dagli stessi Curreri e Portera con Luca Carboni.
Ricky Portera sarà venerdì prossimo a Terni, per uno spettacolo da "One man show" (tradotto, solo lui sul palco) al Caffé Rendez Vous, in piazza San Francesco.
L'evento è organizzato da Raffaele "Rifolo" Riccardi e Alex Cerasani, con la collaborazione di Alessandro Fancelli di "Flusso Design".
Una serata che inizierà alle 19, con un aperitivo in musica, e proseguirà a cena, dalle 21, per concludersi proprio col "live" di Portera, dalle 22 (per informazioni 0744.432432 o 320.1926644).
"Racconterò la mia storia del rock - spiega un Portera in grande forma - ovvero di tutta la musica che ha accompagnato la mia vita.
Spazierò dal vecchio rock inglese e americano a Vasco Rossi, a Finardi, alla Formula 3, fino ai Deep Purple o ai Kiss."
Insomma, ce ne sarà per tutti i gusti e sarà certamente anche l'occasione per respirare un po' di aria di "Stadio".
Un destino col quale, come detto, ormai Portera è abituato a convivere.
"Se la gente ancora mi associa al gruppo, dopo che è ormai dall'87 che sono fuori, è evidentemente perché insieme avevamo fatto un buon lavoro.
Lasciai gli Stadio per incompatibilità caratteriale con Curreri, ma è capitato poi di collaborare ancora insieme.
Nel giugno scorso, ad esempio, è uscito un mio disco, dal titolo 'Ci sono cose', che purtroppo ha avuto una promozione pressoché nulla a causa di problemi della casa discografica.
Ebbene, in questo disco, che comunque si può trovare tranquillamente in commercio, ci sono ospiti importanti come Lucio Dalla, con cui abbiamo riproposto 'La sera dei miracoli', e proprio gli Stadio, per una nuova versione di 'Canzoni alla radio'."
Insomma, ghiaccio sciolto con Curreri, anche se Ricky si porta dietro un cruccio, e non ha fatica ad ammetterlo.
"Ho assistito in varie occasioni a qualche loro spettacolo ma mai una volta Curreri ha pensato di chiamarmi sul palco.
Ci sono rimasto male, tra artisti dovrebbe essere una cosa normale.
Invece...."
Ricky Portera resta comunque uno dei primissimi chitarristi rock italiani.
Non a caso un'azienda come la Ibanez, uno dei più grandi marchio di chitarre del mondo, ha legato il suo marchio a lui.
Che continua la sua attività da solista, come venerdì sera a Terni, e da musicista "guest star" con altri "big", come lo stesso Lucio Dalla.
E poco importa se ancora, il pubblico pensa a lui quando sente la frase:
"Guarda come suona la chitarra...
quel grande figlio di puttana..."
, dell'omonima canzone degli Stadio

Giorgio Palenga
Corriere dell'Umbria Mercoledì 7 Gennaio 2009

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