Diversificare lo sviluppo, aprire Terni a Roma e al mondo. Riaprire una città oggi chiusa e soffocata dove senso di comunità e legalità sono stati distrutti e umiliati da una classe politica che divide tra figli e figliastri e che per certe scelte ricorda la Sicilia.
Il professor Antonio Baldassarre scioglie le riserve e accetta la candidatura a sindaco di Terni per la lista civica Rinnoviamo insieme Terni in una sala convegni dell'Hotel Michelangelo piena fino all'ultimo strapuntino.
Il professore sale in tribuna a mezzogiorno in punto preceduto da un concerto d'archi, Mozart e Vivaldi.
Ma la musica del costituzionalista è più aspra. Parte spiegando la lunga attesa di questi mesi impegnata ad ascoltare pezzi della società ternana, imprenditori, dirigenti, pensionati, operai, partiti e associazioni.
"Ho sentito il polso di questa città - spiega il professore - un coro unanime di disagio, di malessere, di lontananza da coloro che governano la città.
Una situazione d'infelicità, di chiusura al futuro e alla speranza. Quanti disastri sono stati fatti dalle scelte e dalle non decisioni."
Parte il primo applauso, cui ne seguiranno altri durante l'ora di esposizione. In sala pezzi di città che contano: la Confcommercio in blocco, dal presidente regionale Ioni, a quello provinciale Tombesi al direttore Leandro Porcacchia.
Industriali, Adriano Garofoli in prima fila, tanti costruttori tra cui il presidente della Cna Maurizio Castellani.
Il presidente degli albergatori Giunio Marcangeli. Simbolicamente in cima ai disastri, il professore mette gli studios di Papigno,
"quando ero presidente della Rai li ho utilizzati per la prima lettura dantesca di Benigni.
Non ci credeva nessuno, è stato uno dei più grandi successi d'ascolto della Rai."
Adesso sono vuoti. Rivelerà poi ai cronisti, nel post conferenza, di stare già lavorando per il rilancio dei teatri di posa:
"Ho ancora contatti con molti dirigenti della Rai.
C'è un giovane ternano che lavora ad Hollywood il cui padre metterò in lista. Tutti rapporti che possono aiutare Papigno."
Poi la lista interminabile delle cose che non vanno: il Centro multimediale che ha perso la sua ragion d'essere, non c'è un centro congressi e un palasport, gli impianti sportivi non sono all'altezza.
L'ambiente,
"siamo al terzo posto in Italia per i tumori al polmone."
Tutte le aziende pubbliche in perdita, dall'Asm al Servizio idrico passando per le farmacie comunali,
"le uniche in Italia che presentano bilanci in rosso."
La sala applaude ancora mentre il professore spiega che questi debiti tolgono risorse agli investimenti, dunque allo sviluppo, dunque al futuro dei nostri figli.
Cita Di Girolamo a sostegno delle sue tesi sul declino spinto di Terni dell'oggi:
"Persino il candidato attuale del partito di maggioranza ha cercato un distinguo, ha detto che c'è bisogno di discontinuità."
Per poi attaccarlo di piatto:
"Quale credibilità può avere chi è più vicino all'attuale sindaco? Colui che è stato imposto dal sindaco, quello che ha supportato come deputato e come segretario del Pd tutte le scelte del sindaco.
La credibilità è pari a zero, possono crederci solo i babbei."
Ma la parte più dura del discorso sarà sulla questione morale, che per Baldassarre c'è, eccome.
"a Terni va ricreato il senso di comunità umiliato da una dirigenza politica che ha fatto figli e figliastri, che ha premiato i figli ed emarginato i figliastri.
Una vera casta. A Terni c'è un familismo immorale e illegale. La questione morale deve essere al centro. Assistiamo a gare pubbliche dove c'è un solo concorrente, aree pubbliche vendute a trattativa privata.
Queste cose succedono in Sicilia...."
Ancora applausi. Riunire, ricucire dove la politica in questi dieci anni ha separato. Questo l'asse portante del discorso d'investitura di Baldassarre. Che si presenta
"non come il candidato del centrodestra ma della lista civica. Aperta a tutti quelli che vogliono cambiare. D'altronde cosa c'è di più conservatore dell'attuale giunta di sinistra?."
Anzi le liste civiche saranno più di una,
"tutti ternani che lavorano a Terni e fuori con le migliori capacità."
Poche battute all'apparentamento in cantiere col Pdl:
"Andremo con un nostro programma e ci confronteremo con la città, se ci saranno forze politiche che lo condivideranno, si farà l'accordo."
Una staffilata a Melasecche, che lo aveva accusato di aver stravolto l'impianto originario di Rinnoviamo insieme Terni:
"Fin dall'inizio, l'ho detto davanti a molte persone, il progetto era quello di una lista civica aperta alle forze migliori che vogliono cambiare e lo sa bene qualche politico che ha cercato d'infilarsi e che dice bugie"
Giuseppe Magroni
Corriere dell'Umbria Sabato 31 Gennaio 2009

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