Chi a Stroncone va per funghi vede spuntare case.
Anzi palazzi, come il palazzone in costruzione sulla strada che porta ai "Prati", dalla mastodontica struttura non certo armonica con un borgo storico, medievale per l'appunto, tra l'altro un "Borgo bello".
I residenti di Stroncone non si sono assuefatti alla giungla edilizia che avviluppa il paese, e tornano a gridare allo scandalo, per gli "obbrobri" che l'amministrazione comunale lascia costruire indisturbati, a guastare la bella immagine di un paesaggio che richiama ancora molti nuovi residenti.
"Non sanno questi acquirenti di case, che Stroncone è un borgo-dormitorio, perché non c'è niente - dice un nativo del luogo -.
Stroncone non ha spazi per la collettività, ha servizi scadenti, manca addirittura l'acqua, perché le case si costruiscono sì, e senza limiti, ma non vengono corredate delle necessarie infrastrutture."
Su questo si era già espressa Maria Pia Piccio, presidente di Legambiente, criticando
"il taglio degli uliveti per la costruzione di quartieri invivibili."
Avevano protestato i residenti, il consigliere di minoranza Alessandro Chiappalupi, e ora si leva la voce del comitato "Insieme per cambiare", sorto per trasformare
"l'immobilismo di dieci anni di giunta di centrodestra in una nuova fiducia dei cittadini perché tornino a essere protagonisti del futuro di Stroncone."
Uno dei punti di rilancio proposti dal comitato per migliorare la qualità della vita sono proprio le infrastrutture:
"Dove sono - dice Alberto Falcini, del comitato - le strade di collegamento tra le case? Sono queste stradine così strette che due macchine non vi passano, con questi 'discendimenti' d'accesso pericolosi e che favoriscono gli allagamenti quando piove? e dove sono quegli spazi verdi intorno alle case, obbligatori per legge?."
La gente si chiede dove siano andate a finire le regole, anche di costruzione.
E in effetti a Stroncone una giunta in dieci anni di mandato non ha ancora fatto approvare il nuovo Piano regolatore generale, che dovrebbe dettare regole precise e più stringenti ai cantieri.
Così le regole sono quelle a maglia larga di un Piano di fabbricazione vecchio del '72, basato sulle lottizzazioni.
"Mentre stagnano il turismo, la cultura e i servizi - protestano alcuni cittadini - continuiamo a chiedere che fine hanno fatto i progetti per i quali il sindaco Eulero Liorni dice da anni 'stiamo facendo' per poi non fare."
Già, che fine ha fatto la connessione Adsl? e il campo sportivo di Palombara, dopo il fallimento della ditta Morelli? C'era una fideiussione, dunque perché i lavori non ripartono?
"Perché - denunciano in paese - vengono prelevate risorse dagli oneri di costruzione per coprire buchi di bilancio, a scapito di opere di urbanizzazione di cui Stroncone ha bisogno come l'aria?."
Sono domande legittime, di una comunità stanca della solita risposta "stiamo facendo".
Intanto la giunta è a fine mandato, se ne va e il Prg è ancora in cantiere.
(o.bo.)
Corriere dell'Umbria Lunedì 5 Gennaio 2009

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