L'allarme da queste parti è già stato lanciato da tempo.
Dai residenti della zona, che lamentano scarso controllo del territorio, e anche dalle forze dell'ordine, alle prese sempre più spesso reati legati allo spaccio che qui sembrano sempre più prolificare.
Siamo nel parco fluviale del Nera, nella zona di Ponte Allende.
A due passi dal centro cittadino.
Quella che di giorno rappresenta una cartolina della città, con le acque del Nera che scorrono lungo un letto del fiume immerso nel verde, di notte si trasforma in un ricettacolo di malviventi, dove si consumano reati su reati.
I pusher arrivano addirittura a nascondere le dosi negli arbusti, nei cannetti, o magari si costruiscono anche qualche posto dove rimanere la notte, oppure dove nascondersi in caso di necessità di fuga.
"Supermarket" della droga, è questa la definizione che più spesso viene utilizzata dagli addetti ai lavori, in primis le forze dell'ordine, per descrivere le attività illecite che i tossici organizzano con il favore della penombra.
Ma non c'è solo la droga.
Sotto il ponte si ritrovano spesso anche diversi immigrati clandestini, anche loro pronti ad entrare nel giro dello spaccio.
Del disagio che vive questa zona se n'è accorta anche l'amministrazione comunale, che negli ultimi mesi ha pianificato una serie di interventi di bonifica del territorio.
Anche i tutori dell'ordine conoscono bene le potenzialità criminali di questa zona.
L'ultimo intervento risale al maggio scorso.
Nel tratti di due chilometri tra ponte Allende e ponte della Ferrovia, quello a maggiore concentrazione di soggetti pericolosi, su iniziativa del questore Gianfranco Urti una task force dei vari corpi di polizia ha bonificato la zona.
In primis con il taglio dei canneti, che ha portato alla luce diverse dosi di sostanze stupefacenti.
Poi, con lo smantellamento di alcune baracche abusive e pericolanti.
Ma a qualche mese di distanza da quell'intervento, come dimostra l'ultimo caso di cronaca che ha visto morire un trentunenne ternano proprio dopo essersi "fatto" con eroina comprata da queste parti, la realtà non sembra molto diversa da quella che si presentava prima del blitz di bonifica.
Il giro dei pusher è tornato, con tutti i disagi che si porta dietro.
L'intervento insomma ha dato effetti positivi, ma non a lungo termine, visto che tra poco le proteste dei residenti torneranno a farsi sentire negli uffici comunali e nelle stazioni di polizia.
E per le forze dell'ordine torna alta la soglia di attenzione

Massimo Colonna
Corriere dell'Umbria Sabato 3 Gennaio 2009

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