"Non perdiamo di vista il tema centrale della formazione, il dimensionamento delle scuole superiori non può ridursi ad una battaglia sulle presidenze."
La Cgil, con la segretaria provinciale Lucia Rossi, conferma la propria contrarietà al progetto di dimensionamento delle scuole e chiede che il tema degli accorpamenti si riconduca a quello più generale della formazione legata al territorio.
"Fin dalla fase consultiva alla quale la Provincia aveva invitato sindacati e dirigenti scolastici, avevamo rappresentato la nostra motivata contrarietà alla soppressione di direzioni scolastiche, tenuto conto del numero degli alunni iscritti alle scuole di ogni ordine e grado della provincia che giustificano, ancora oggi, la presenza di quarantatre Istituti scolastici, tali indicazioni - dice Carla Fiori, segretaria della Flc Cgil - non sono state accolte dalla Conferenza provinciale, che ha assunto la decisione di approvare il Piano proposto dalla Provincia con la soppressione di 4 presidenze, senza modifiche.
Preso atto della delibera, chiediamo alla Regione dell'Umbria di tener conto delle nostre indicazioni o quantomeno far decorrere l'accorpamento degli Istituti di secondo grado dal primo Settembre 2010, data scelta, dallo stesso ministro Gelmini per far decorrere le nuove proposte di riforma della scuola secondaria."
"Inoltre - dicono dalla Cgil - la conferenza stato regioni ha eliminato la minaccia di commissariamento a quelle regioni che non avessero provveduto ad un piano, per cui non esiste più alcuna urgenza per avviare il piano di dimensionamento già dal prossimo anno scolastico."
La Cgil chiede dunque che venga rinviata ogni decisione in attesa delle prossime direttive ministeriali.
Il ministro Gelmini deve infatti ancora decidere gli indirizzi relativi alla riforma degli istituti tecnici e professionali.
Esprimono "amarezza e indignazione" sul progetto di dimensionamento anche le Rsu delle scuole superiori coinvolte negli accorpamenti (Itis "Allievi", Ipsia "Pertini", Ipss "Casagrande", l'Itc "Cesi" e Isag "Sangallo-Metelli").
"Tale piano - si legge in un comunicato stampa - sconvolge l'assetto delle scuole tecnico-professionali di Terni provocando danni incalcolabili in un settore strategico anche per il tessuto economico del nostro territorio, la proposta costruita unilateralmente dall'amministrazione provinciale ha trovato il dissenso di tutto il mondo della scuola, nonostante ciò le istituzioni sono andate avanti."
Intanto domani il piano di dimensionamento scolastico 2009/2010 sarà discusso e votato in Consiglio regionale e le Rsu invitano i consiglieri a bloccare la proposta

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