"Non sarò candidato a sindaco di Terni, la scelta è irrevocabile."
Enrico Micheli si tira fuori ufficialmente dalla corsa per Palazzo Spada in cui chiarisce di non volere entrare nemmeno come assessore.
La conferenza stampa è convocata nella sede del centro studi Vanoni, in una sala ingombra di libri, pergamene, attestati e documenti che illustrano cinquant'anni di vita politica e di battaglie per l'Umbria.
Battaglie dello zio Filippo Micheli, battaglie sue e della Dc. Enrico Micheli convoca i giornalisti non per dare la notizia, già diffusa e metabolizzata da settimane, ma per spiegare le ragioni del no.
Ragioni di coerenza personale e ragioni di coerenza politica. Riguardo alle prime Micheli spiega che
"quando nella vita di una persona si è fatto un certo percorso e si chiude il capitolo, il capitolo si chiude e basta."
E il capitolo d'impegno politico diretto per Micheli si è chiuso con la caduta del governo Prodi. Le ragioni di coerenza politica sono strettamente intrecciate con quelle personali:
"Bisogna che in Italia ci abituiamo a chiudere capitoli e aprirne nuovi percorrendo strade nuove e coraggiose.
Bisogna dare luogo a necessari ricambi generazionali. In questa repubblica dal '46 ne sono intervenuti due o tre e questo è grave."
Largo ai giovani, dunque, nel partito e nelle candidature.
"Bisogna coinvolgere giovani di sinistra, cattolici e liberali - esorta l'ex ministro - in modo di avere nel partito un'agibilità di scelta ampia"
Una sottolineatura che potrebbe sembrare quasi uno sgambetto a Di Girolamo, che in fondo giovane non è.
"Ma Di Girolamo non è nemmeno vecchio - precisa Micheli - e in questi anni alla camera e al senato ha accumulato un'esperienza notevole e preziosa."
Precisando poi di non voler in alcun modo entrare nella competizione interna per la scelta del candidato del Pd.
Rivela che
"è da agosto che moltissimi, da Veltroni in giù, e di molti partiti politici del centrosinistra e non solo il Pd mi hanno chiesto di candidarmi e da agosto ho detto a tutti che il mio no era una parola definitiva."
Dando dunque ad altri la responsabilità di aver trascinato fino a Natale l'incertezza sulla sua candidatura, bloccando in pratica per un mese la dialettica interna al Pd per la scelta delle apicalità.
Ma Micheli, abilmente, non si lascia trascinare in polemiche interne al Partito democratico ternano; riconfermandogli anzi tutta la sua fiducia:
"Credo che il Pd abbia le potenzialità per superare la prova e che abbia una gioventù che dovrebbe farsi sotto con coraggio."
I giornalisti chiedono all'ex ministro e sottosegretario se nel cortese ma fermo rifiuto abbia influito lo strappo del 2006, la decisione del centrosinistra umbro di non riconfermarlo alla camera dei deputati:
"Allora ero un po' malandato in salute e forse era giustificato l'avvicendamento."
Sorride. Per sottolineare però che a lui, ulivista della prima ora, non sarebbe dispiaciuto
"rappresentare la mia città sotto il simbolo dell'Ulivo.
Questa Terni in cui sono nato in via delle Portelle. Nessuna amarezza però, fatti del passato."
Qualche amarezza forse, per aver deluso
"tanti giovani che mi hanno scritto. I quali, sbagliando, pensavano che la mia presenza potesse aiutarli a vincere questa battaglia nel Pd per farne una cosa nuova e non una sommatoria d'identità antiquate e insieme la battaglia per le amministrative di giugno."
Disponibilità a impegnarsi nella campagna elettorale e, successivamente, se richiesto, a dare qualche consiglio.
Alla fine, una critica al Pd ternano all'ex ministro si riesce a strapparla:
"Mi sembra che si parli poco di politica, solo di assetti"
Giuseppe Magroni
Corriere dell'Umbria Martedì 6 Gennaio 2009


Condividi o salva questo articolo
Facebook OKNotizie Diggita Fai Informazione Upnews Wikio Segnalo Bookmark.it

Articoli correlati



0 commenti

Posta un commento

Cerca su Terni Mania

Trova per argomento

Trova per mese di pubblicazione