Un Pallone aerostatico non fa Primavera

Sono giorni che a Terni i valori delle polveri sottili sforano abbondantemente, nonostante le piogge, i valori consentiti dalla legge.
Nel frattempo il nostro primo cittadino rilascia interviste ai quotidiani locali in cui esalta con vanto personale l’esperimento svolto dall’Università di Perugia che, con un pallone aerostatico, sta rilevando il livello delle PM 10 ma anche delle più pericolose PM 2,5 nella atmosfera della nostra città.
Come moltissime mamme vivo in famiglia il serio problema delle allergie (in particolare quelle che colpiscono i bambini), diventate a Terni da qualche anno una vera e propria epidemia e, sò ben distinguere una notizia che informa la città correttamente dalla solita autocelebrazione di chi cerca di far passare una decisione scientifica di ricerca come proprio merito sul fronte della lotta all’inquinamento.
La vera ragione per cui la ricerca di svolge qui a Terni è purtroppo dovuta ESCLUSIVAMENTE alla nostra situazione particolare di città con seri problemi ambientali, in cui vengono superati i maniera eclatante i limiti annui previsti dalla legge di sforamento della soglia massima di inquinamento.
Nel corso di questi dieci anni nulla è stato fatto per migliorare la situazione.
Aumentare i camini degli inceneritori peggiora decisamente il quadro generale, anche per le migliaia di automezzi pesanti che ogni anno importano da tutta Italia biomasse e soprattutto rifiuti industriali pericolosi per essere bruciati a pochi passi dalle nostre case, dalle nostre aziende e dalle nostre scuole.
Evidentemente non c’è limite alla arroganza di chi ha ritenuto che solo a Terni si potesse fare tanto.
Non esiste un altro sindaco né in Umbria né credo in Italia che, abbia avuto così poco a cuore il bene della sua città e dei suoi concittadini tanto da favorire la creazione di un secondo e di un terzo inceneritore utilizzando peraltro forti contributi pubblici e creando pochissimi posti di lavoro.
Fortunatamente la magistratura ha costretto alla chiusura almeno l’inceneritore dell’ASM che, abbiamo appreso dalle analisi ordinate dagli inquirenti, non era gestito proprio secondo i criteri del buon padre di famiglia ed importava a sua volta migliaia di tonnellate di rifiuti sanitari pericolosi da tutta la penisola.
Quanto avrebbe fatto meglio piuttosto a non tagliare le centinaia di alberi ormai quasi secolari lungo il Nera o sui nostri viali oggi desolatamente tristi!
Il nostro sindaco forse non si rende minimamente conto degli enormi problemi quotidiani che hanno quei bambini che soffrono di asma e per i quali molti giochi ed attività sono proibite.
Forse non si rende conto della forza che è richiesta alle mamme ed ai papà di questi bambini malati, soprattutto durante le crisi respiratorie quando i piccoli non riescono a far arrivare ossigeno ai polmoni e bisogna ricorrere all’istante ed in qualsiasi luogo ci si trovi ad iniezioni di cortisone.
Non glielo auguro ma sarebbe un’esperienza utile per comprendere i problemi degli altri e magari riuscirebbe anche a comprendere il perché di tanta rabbia da parte dei suoi concittadini.
Per il lavoro che svolgo ne conosco a centinaia.
Le assicuro, sanno distinguere un pallone nell’aria da decisioni irresponsabili che hanno impoverito Terni sotto ogni aspetto, non ultimo quello dell’immagine.



Francesca Consiglio
Comitato per i Diritti dei bambini

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