Guizzi di espressioni già viste, di Mimì metallurgico, Tunin, sguardi di Gennarino, Salvatore, Eugenio, sembrava di vederli tutti in un solo lampo degli occhi del versatile Giancarlo Giannini, mentre ieri passeggiava per gli Studios di Papigno, pensando se fosse il caso di girarci il suo prossimo film.
e sembrava proprio un film che fra le stanze di quegli studi cinematografici, caduti in disgrazia con il flop di "Pinocchio", potesse udirsi la voce che ha doppiato tanti voltigrandi del cinema, a partire dal Nicholson di Shining, e che questa voce stesse facendo delle domande proprio a Maurizio Sperandini, direttore di Cinecittà Umbria Studios che gli illustrava i locali.
Una visita realizzatasi su invito di Antonio Baldassarre, che un po' per i contatti presi quand'era presidente Rai, e quand'era la quarta carica dello Stato, un po' perché fra i cavalli di battaglia della sua campagna elettorale c'è "il merito" e il rilancio culturale di una città che in molti tra cui lui vivono come "caduta in declino", ha deciso di far lievitare a Terni i frutti delle eccellenze artistiche e culturali, oltre che quelle, come ha specificato "umane e tecniche".
Cose che si promettono prima delle elezioni, ma quando si dice che tra il dire e il fare... Baldassarre ha voluto dare un messaggio chiaro, che lui è in grado di cancellare questo mare di mezzo, e, a differenza delle
"istituzioni che non hanno saputo o voluto valorizzare, così che gli Studios hanno vissuto un periodo di declino vergognoso"
- come ha detto il professore -, si è messo a fare.
Vittoria o non vittoria. Si potrebbero aprire spiragli insomma per gli Studios, che per i milioni e milioni di euro spesi da Comune, Provincia e Regione per farne una città del cinema non sono serviti a farne qualcos'altro dalla città delle illusioni, e dall'attuale "magazzino" affittato a Cinecittà a soli 3mila euro al mese.
Si potrebbe tornare al periodo aureo di Benigni? Baldassarre dice di sì. Vedremo, anche Bertolucci, Verhoven e Ridley Scott si diceva ci avrebbero girato un film. Ora Giannini ci sta pensando. Per primo ha voluto vedere i teatri, naturale per uno che ha esordito in teatro. Lo hanno accompagnato anche Cristina Giubbetti, direttrice della dissolta Umbria film commission, e lo scenografo Bruno Rubeo, altra eccellenza del set, innamorato dell'Umbria, tanto da abitare a Trevi.
Giannini è venuto come regista, ma sarà anche attore del film che nasce come
"coproduzione italo-canadese il cui piano produttivo e finanziario è ancora da definirsi."
Sperandini gli ha prospettato costi più bassi rispetto a Roma, location naturali molto belle e maestranze qualificate. Quelle maestranze che hanno creduto molto negli Studios

Orietta Bonifazi
Corriere dell'Umbria Giovedì 19 Febbraio 2009

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