Le vie del dimenticatoio sono infinite. In quali di queste vie si sia perso il registro per le coppie di fatto presente all'anagrafe di Terni è possibile intuire; "di fatto" quel registro sta lì dal 2002, e a oggi solo una coppia si è iscritta.
Sembra che in pochi sappiano della sua esistenza, come è stato denunciato alla festa delle coppie di fatto, organizzata per il 14 febbraio dall'associazione culturale "Civiltà laica" presso la sala Laura de "La Siviera".
Sì, perché se c'è in questo periodo chi per il suo amore chiede l'alta protezione del santo e suggella un "per sempre" con l'acqua sacra del culto, c'è anche chi l'affida solo a se stesso e alla persona amata.
Dunque, lato non sacro del triangolo delle realtà celebrative dell'amore a Terni (con il festival di San Valentino e il contro festival di Stravalentino), è stata un inno al pluralismo, la festa delle coppie di fatto, alternativa, con banchetto e spumante e
"appuntamento nuovo per parlare di amore da un punto di vista laico, senza chiamare in causa vincoli dogmaticamente eterni."
Alla festa - evento della "Settimana del libero pensiero" - aperta dall'associazione il 7 febbraio con un omaggio a Darwin nel duecentesimo anniversario della nascita - "Civiltà laica" ha fatto il punto della situazione legislativa sulle unioni civili, sempre più diffuse in Italia ma prive di diritti fondamentali.
É stata ripercorsa la vicenda di una legge che non c'è, dai Pax ai Dico delle sinistre fino ai Didore (Diritti e Doveri di Reciprocità dei conviventi) di Rotondi e Brunetta, proposta arenatasi alle soglie del Parlamento.
Il che fa dell'iscrizione un atto puramente simbolico. Terni è stata una delle prime città a dotarsi del registro per le unioni civili. Era il 21 marzo 2002, e con mozione presentata da Rifondazione comunista, la delibera fu votata da tutta la giunta, tranne dall'assessore Eros Brega.
Venivano riconosciute le unioni di fatto tra
"persone dello stesso sesso o di sesso diverso, legate da vincoli affettivi e di reciproca assistenza."
Ci si può ancora iscrivere, se si coabita da almeno un anno, recandosi insieme all'anagrafe: il frutto di non facili lotte, che ebbe fra gli alfieri più impegnati l'assessore Fabrizio Pacifici, e che all'epoca fu al centro di un cancan sull'informazione locale.
La festa è seguitata con la messa in scena di "Coppia aperta quasi spalancata", commedia di Dario Fo e Franca Rame, interpretata da due giovani promettenti attori, Simone Mazzilli ed Elisa Gabrielli; quindi è proseguita con l'allegra presentazione di uno spazio aperto della storica Radio Evelyn, prima radio libera a Terni negli anni Settanta.
Marcello Ricci, che ne è stato una "voce" portante, all'epoca giovane docente di filosofia, ha riaperto sugli ascoltatori quello spazio con le reazioni dei ternani di quegli anni, molti operai, cattocomunismi, che telefonavano provocati sul tema della verginità e della prima notte di nozze, ancora scottante nella Terni di provincia, nonostante la liberazione dei costumi.
Davvero un pezzo di storia, esilarante, ritornata a filo diretto

Orietta Bonifazi
Corriere dell'Umbria Lunedì 16 Febbraio 2009

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