Coinvolge anche Terni, anche se per il momento solo di striscio, l'operazione "Old Iron", messa in piedi nelle scorse ore dai carabinieri del Noe, il Nucleo Operativo Ecologico di Caserta, su disposizione della procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.
Sono in corsa anche in queste ore le indagini e le perquisizioni da parte dei militari del Noe, che lavorano a stretto contatto con i colleghi dell'Umbria, proprio ai danni di due aziende del settore dello smaltimento di rifiuti speciali, in particolare veicoli fuori uso e rottami di ferro, che operano nel territorio della provincia di Terni.
L'operazione è scattata nelle scorse ore per smascherare quello che gli inquirenti ritengono sia un sodalizio dedito alla gestione illecita di rifiuti speciali.
Fin a questo punto il lavoro delle forze dell'ordine ha permesso l'emissione di cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere nel Casertano.
Tra questi, ha ottenuto il beneficio dei domiciliari anche Fabio Riselli, ternano, responsabile della produzione dell'Ilfer di Terni.
Il Noe ha posto sotto sequestro tre centri di stoccaggio di materiale ferroso, con perquisizioni in altri impianti della provincia di Roma.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, Donato Ceglie, hanno accertato inoltre che attraverso l'attività illecita l'organizzazione conseguiva notevoli guadagni sul risparmio delle spese necessarie per lo svolgimento delle fasi di recupero, bonifica, trasporto e smaltimento dei rifiuti in impianti non autorizzati.
Dalle indagini è anche emerso che la stessa organizzazione utilizzava, attraverso l'impiego di false attestazioni di trasporto, anche automezzi sottoposti a precedente sequestro penale, in altre province italiane.
Grazie a questo trucco, il presunto sodalizio criminale pensava di riuscire a gestire senza troppi intoppi il sistema dei trasporti delle merci da un sito all'altro, riuscendo a percorrere chilometri e chilometri senza le necessarie autorizzazioni al trasporto.
É stato proprio anche grazie alla scoperta di questi illeciti amministrativi che gli inquirenti di Caserta hanno cominciato ad insospettirsi sul "giro" messo in piedi dal sodalizio, tra i diversi siti di stoccaggio e gestione dei rifiuti.
Da una prima analisi sono scattate poi le successive verifiche, portate avanti anche con la collaborazione delle forze dell'ordine delle altre regioni coinvolte, vale a dire Lazio e Umbria.
Le perquisizioni e i controlli da parte dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico proseguiranno anche nei prossimi giorni, anche nei due siti della provincia di Terni, su cui gli inquirenti mantengono il massimo riserbo.
Gli inquirenti vogliono capire quali siano le eventuali responsabilità dei titolari delle aziende ternane.
Non è escluso che nelle prossime ore l'operazione "Old Iron" prenda ancora più corpo

Corriere dell'Umbria Giovedì 12 Febbraio 2009

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