Per favore non chiamatele ronde. Sarà dura, ormai, togliere dalla testa dell'opinione pubblica questa parola, che, soprattutto da oggi, risuona per le vie delle città di tutta Italia.
Dopo la proposta, diventata legge, del ministro degli Interni, Roberto Maroni, sulla possibilità di una collaborazione tra le forze dell'ordine e i cittadini, per garantire la sicurezza nelle città, ecco che si scatenano le prime reazioni.
"Tanto rumore per nulla - afferma il presidente dell'associazione City Angels, Fabio Filipponi - visto che questo servizio di controllo e di aiuto lo offriamo, ormai, da più di un anno alla città di Terni.
Crediamo che persone preparate, come i nostri volontari, che hanno seguito un corso molto serio prima di scendere in strada, possano contribuire positivamente alla società.
Non sostengo, affatto l'improvvisazione dei cittadini che possano pensare di operare senza un minimo di formazione.
La presenza non invasiva ma collaborativa sul territorio è il nostro modo di lavorare e di garantire sicurezza.
Sarebbe meglio potenziare la nostra associazione, con un incremento di volontari, visto che nella sezione di Terni, siamo solamente dieci, e lasciar perdere gli sceriffi improvvisati liberi per i quartieri di Terni."
Se ne parlerà ancora per molto di queste "ronde" visto che i cittadini si sentono ogni giorno sempre più minacciati dalla malavita.
"Aspettando la videosorveglianza e le collaborazioni dei volontari su strada - parla il responsabile della sicurezza di Alleanza nazionale, Francesco Petrelli - vogliamo vedere in giro più forze dell'ordine a sostegno della sicurezza pubblica."
A dire il vero, ancora non si è formato alcun comitato spontaneo a Terni per la sicurezza, ma come ci ha fatto sapere il presidente della quarta circoscrizione Colleluna, Leo Venturi, i volontari collaboratori per la sicurezza ci sono sempre stati.
"Sono almeno tre anni - afferma Venturi -, che l'associazione poliziotti in pensione si è messa a disposizione dei quartieri della quarta circoscrizione.
Zone a rischio, vandalismo e bullismo, che grazie alla presenza di questi collaboratori, sono state monitorate.
Sono stato un precursore di questo modo di operare - continua Venturi - a volte criticato. Ma ho sempre creduto nella diffusione di progetti volti alla legalità."
Proprio nella sede della Colleluna, infatti, si è da poco insediata l'associazione Ipa, International police association, costituita da uomini in divisa ancora in servizio.
"Crediamo fortemente alla collaborazione non improvvisata di cittadini volontari - afferma il segretario dell'Ipa, Roberto Ascani - che si mettano al servizio della città ma che comunque siano monitorati dalle forze dell'ordine.
Solamente attraverso il buon senso, la partecipazione, la preparazione e la collaborazione, si può ottenere un alto grado di soddisfazione in merito alla sicurezza"
Roberta Falasca
Corriere dell'Umbria Giovedì 26 Febbraio 2009

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