San Valentino i giovani e la politica

Il vescovo Paglia invita a far largo ai giovani: chi può non essere d'accordo? Il problema è che occorre incidere sui meccanismi di una democrazia malata in cui non esistono regole ed in cui gli stessi partiti, un tempo luogo di confronto sulle idee, spesso sulle ideologie, ma anche sui valori, oggi sono diventati spesso luogo di sola trattativa di potere.
Accade quindi che i settantenni chiudono spazio ai sessantenni, i sessantenni ai cinquantenni, ma i giovani quarantenni non sono da meno nell'impedire che trentenni preparati e con la schiena diritta possano aver la minima possibilità di fare un passo avanti.
Anzi sono proprio loro i più duri. Spesso l'unico criterio che prevale è quello del conformismo: rarissime sono le dichiarazione di autonomia intellettuale fra i molti giovani eletti in Consiglio Comunale.
Vogliamo che i giovani avanzino, ma che siano giovani nella mente e nel cuore, che non pensino alla valorizzazione delle proprietà di famiglia o a come fare lo sgambetto al compagno di partito, che non esaltino la furbizia come dote essenziale per andare avanti ma il perseguimento del bene comune.
Ve ne sono di giovani a Terni, capaci ed onesti intellettualmente, ma fino ad oggi non sembra abbiamo avuto possibilità di farsi strada.
Quelli che l'hanno fatta hanno badato molto di più agli affari dei propri sponsor, a promuovere inceneritori, aumenti di cubatura e Città dello Sport, comunque le si vogliano chiamare.
Recenti dichiarazioni di fede:
"di accondiscendenza assoluta e totale, dalla a alla z "
, sul Verbo del proprio leader-presidente non possono non far riflettere.
Se il criterio di scelta è quello della cooptazione paternalistica, siamo decisamente fuori dalla omelia di S.Valentino perché avranno spazio solo e soltanto giovani yesman e non coloro che amano la città e vorrebbero farla progredire.
Certo ci vorrebbe un Profeta Samuele che scelga un giovane pastore come David per guidare un popolo in difficoltà.
E tutti sappiamo quanto sia in difficoltà Terni in questo momento. Oggi prevale spesso il cinismo, la pura difesa degli interessi di gruppi ristretti, o l'esaltazione di un consumismo debordante che offende chi ha problemi per sopravvivere e di cui ci si proclama difensori.
Spesso questo accade proprio fra i giovani che utilizzano l'etichetta di cattolici per fare comode arrampicate nelle istituzioni.
L'omelia di questo S.Valentino non va rimessa nel cassetto ma merita un confronto ulteriore, a breve, perché dai richiami alti si trovino anche a Terni meccanismi concreti per dare alle parole del Vescovo, applicazione concreta.
Enrico Melasecche Lunedì 16 Febbraio 2009

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