L'interesse del visitatore che lascia Terni per entrare in Valnerina, costeggiando il fiume in senso contrario al suo scorrere, tra una vegetazione folta e verde, alternata a fianchi rocciosi che restringono la valle, per poi allargarsi in piccole radure coltivate e ben tenute, è attratto dagli antichi paesi costruiti nell'Alto Medioevo, sui colli che sovrastano il fiume, intorno ad una chiesa, ad una torre, difesi dai resti delle mura che li circondavano.
Non è raro trovare in questi piccoli gruppi di case, dove non è agevole arrivare neppure oggi, interessanti opere d'arte. Il primo paese che si nota è Papigno, possedimento della consorteria degli Arroni, ceduto in pegno al Comune di Terni per 1300 libbre di moneta lucchese nell'anno 1220; alcuni anni dopo verrà acquistato definitivamente dal Comune, insieme a Marmore, per 2825 libbre di moneta lucchese o senese.
Il paese è dominato dai ruderi della Rocca S.Angelo, punto di osservazione comunicante con tutta la valle attraverso la Torre di Arrone, in rapporto anche con le fortificazioni della Valle del Serra.
La Chiesa Parrocchiale di S.Maria Annunziata, nonostante i numerosi terremoti del secolo Xviii, conserva ancora dipinti del secolo XVII tra i quali la "Madonna del Rosario" attribuita ad Ascensidonio Spacca. Sulla riva del fiume rimangono i resti dell'insediamento industriale e, poco oltre, la Centrale Idroelettrica di Galleto, progettata, nel 1927, dall'Architetto Cesare Bazzani. a breve distanza precipita la Cascata delle Marmore, realizzata dai Romani nel III secolo a.C. per bonificare la pianura reatina: è una delle meraviglie d'Europa, ammirata da Montaigne, Salvator Rosa, Stendhal, Lord Byron. Su di un colle si scorge Collestatte, racchiuso da tratti di mura: nel secolo XIII venne confermato al Comune di Spoleto da Federico II e dal legato pontificio, Cardinale Capocci. Nella Chiesa di S.Pietro è esposta una "Crocifissione tra i SS.Giovanni Ev. e l'Addolorata" del secolo Xvi.
Sul poggio di fronte a Collestatte, gli Spoletini costruirono una torre, intorno alla quale si svilupperà l'abitato di Torre Orsina: trasferito agli Orsini, che gli diedero il nome, in seguito appartenne ai Conti Manassei di Terni.
La Chiesa Parrocchiale di S.Maria Assunta ha, tra le altre cose, un quadro del 1542, che rappresenta la "Madonna in trono tra i SS. Giovanni Battista e Giuseppe." Dove la valle si allarga, su di un colle roccioso, si estende Casteldilago, circondato dalle mura, con la Pieve di S.Valentino costruita sul punto più alto dell'abitato. Questa Chiesa nel secolo XIV contava, tra chiese, cappelle e ospedali, 25 dipendenze.
Il Signore di Casteldilago, Gentile di Ottaviano, si sottomise al Comune di Spoleto nel 1212. Nel Borgo, la piccola Chiesa di S. Nicola mostra al suo interno numerosi affreschi del "Maestro di Casteldilago", uno dei migliori allievi dello Spagna. Di fronte a Casteldilago si erge il Castello di Arrone, fondato, secondo lo storico Jacobilli, nel secolo IX dalla famiglia Arroni, che lo cedette, dopo alterne vicende, a Spoleto nell'anno 1229. Si notano resti della cinta muraria risalenti alla fine del secolo XV e il mastio del secolo XIII.
La Chiesa di S.Maria Assunta, nel Borgo, possiede molte opere d'arte, tra le quali si distingue un gruppo scultoreo in terracotta, con le figure della "Madonna del latte" ed, ai lati, i Santi Giovanni Battista e Antonio Abate, protettori del paese; questa opera è stata eseguita nel 1544 c. da Jacopo e Raffaello da Montereale.
In epoca recente, in Frazione Tripozzo, sono venuti alla luce i resti di un mulino di epoca romana. Su di un colle, a 440 metri di altezza, si vede Montefranco, costruito da alcune famiglie arronesi, con l'aiuto di Spoleto, al quale si sottomise nel 1228. Nella Chiesa del Carmine, le numerose cappelle sono state affrescate al principio del secolo XVII mentre nel vicino Monte Moro, durante la campagna di scavo del 1998, sono stati rinvenuti materiali archeologici di epoca preromana e romana.
Il nostro viaggio termina a Ferentillo, segnato dalle due Rocche di Matterella e Precetto. Numerose sono le chiese di questo luogo, dove ha operato a lungo il pittore Jacopo Siculo: il maestro ha lasciato nella Chiesa di San Mamiliano una grande tavola con la Madonna in trono ed il Bambino e i Santi Biagio e Mamiliano.
Questo capolavoro fu eseguito nel 1538 per commissione della Comunità di San Mamiliano. Ultima ma non ultima, l'Abbazia di S.Pietro in Valle, gioiello dell'Umbria, fondata da Faroaldo Ii, Duca di Spoleto, che conserva al suo interno un ciclo di affreschi, del secolo Xii, con scene dell'Antico e Nuovo Testamento, tra i più antichi e preziosi della regione. La Valnerina si presenta, quindi, al visitatore come una sintesi di natura, arte e storia, che sono il segno di una civiltà antica.

0 commenti

Posta un commento

Offerte di lavoro a Terni e Provincia

News dalla Provincia di Perugia