Il Comune di Terni, infatti, non intende sforare il patto di stabilità interno. E di conseguenza, in base alle norme restrittive varate dal Governo, dovrà costruire gli equilibri del prossimo preventivo prendendo come base una delle manovre di esercizio più contestate degli ultimi anni.
Si tratta, infatti, del bilancio passato nel giugno scorso con un vero e proprio blitz della maggioranza, che votò la manovra (accompagnata dal piano di risanamento dell'Azienda farmaceutica municipalizzata, in realtà mai attuato, e dal ripiano dei debiti delle Farmacie con oltre 3 milioni di residui dei vecchi bilanci) in totale solitudine, dopo un battibecco col centrodestra.
Era il bilancio, tanto per capirsi, in cui per la prima volta emerse il problema della finanza derivata e rispetto al quale vi furono diversi rilievi della Corte dei conti.
Nonostante queste polemiche, l'assessore alle finanze Morelli rilevò la bontà della manovra, che consentiva al Comune di restare nel gruppo degli enti virtuosi e di assicurare pagamenti per oltre 137 milioni di euro, pari ad una media di circa 500 mila euro al giorno.
Numeri che rappresenteranno la base di una trattativa serrata con le direzioni e gli assessorati per contenere la spesa e per cercare di trovare i fondi per le partite più delicate: l'invarianza tariffaria e fiscale, la tutela delle fasce deboli e il sistema del welfare e del sociale (che pesa per circa il 40 per cento sul bilancio comunale) e, infine, la questione ambientale.
Si riparte, dunque, da entrate per 74 milioni di euro, con un calo sensibile di quelle extratributarie dovuto ai minori introiti dalle contravvenzioni.
La giunta ha cominciato ad esaminare la proposta dell'assessore Morelli e della direttrice generale Grechi ieri mattina.
E i numeri sono quelli del Consuntivo 2007, con parecchie sofferenze: la prima è quella che riguarda i crediti vantati dal Comune dallo Stato (con i soldi dei lavori del Tribunale e quelli del recupero dell'Ici al primo posto della lista).
"Ci salva il fatto che il costo della macchina amministrativa non è insopportabile"dice Raffaelli.
Che ha chiesto responsabilità agli assessori nelle richieste. e che punta all'obiettivo di chiudere l'accordo sulla manovra sabato prossimo, quando è convocata la seconda giunta con all'ordine del giorno l'entità della manovra e degli stanziamenti per i vari capitoli.
"La nostra preoccupazione maggiore è relativa agli investimenti - chiarisce il sindaco - perché c'è rigidità nel Patto di stabilità.Intanto questi due giorni saranno usati per una ricognizione interna agli assessorati sulla spesa e sulle richieste.
Le trattative col governo decolleranno solo in questo periodo: la nostra speranza è che Tremonti allenti la presa prima di portare il documento in consiglio."
Ma il clima è da lacrime e sangue
Federico Zacaglioni
Corriere dell'Umbria Venerdì 27 Febbraio 2009


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