Il dubbio è venuto in mente ad alcuni gioiellieri del centro città. Da qualche tempo sempre più signore e signori anziani arrivavano in negozio con in mano un anello, chiedendo di poterne quantificare il valore.
Ma in tutti i casi si trattava di oggetti senza alcuna valenza di mercato. Da lì il sospetto che dietro ci fosse una qualche specie di truffa. Ed infatti l'intuizione non era sbagliata. Quella della truffa dell'anello rappresenta l'ultima frontiera delle frodi ai danni degli anziani. Negli ultimi mesi i casi in città, soprattutto nel centro a sentire le testimonianze dei negozianti, sono aumentati in modo considerevole.
E non c'è da meravigliarsi se la vicenda finirà tra qualche giorno sugli schermi di "Striscia la notizia".
Il meccanismo studiato dai malfattori del caso è abbastanza complesso, studiato a tavolino, ma evidentemente porta a guadagni immediati e sicuri.
Guadagni ovviamente illeciti. Avviene tutto così. Il ladruncolo si sposta per le vie del centro, adocchia un passante, meglio se anziano, e passandogli vicino lascia cadere a terra un anello.
La vittime vede il prezioso a terra, va per raccoglierlo, e proprio in quel momento arriva il malfattore, il quale reclama di aver visto per primo l'oggetto.
A quel punto è previsto che si accenda un piccolo diverbio. Per evitare litigate però, il ladro poi abbozza un
"Va bene, lo tenga pure ma, siccome è un oggetto di valore, mi dia almeno una somma in contanti e facciamo pari e patta."
Lì spesso l'anziano ci casca, e tira fuori 20, 40, 50 euro, credendo di portare a termine un affare.
Poco dopo scoprirà però, nella prima gioielleria che incontra, che quel che crede essere un oggetto di alto valore economico, è poco più che un pezzo di latta.
Ma ormai è tardi, il ladro ha portato a casa i soldi, e al povero anziano non resta altro che lamentarsi. Molto spesso infatti le vittime di tali truffe non denunciamo nemmeno i fatti, per vergogna di essere caduti nella trappola.La truffa dell'anello quindi rappresenta l'ultimo ingegnoso ritrovato delle solite "ditte" di ladruncoli specializzati nel settore, anche se in città proseguono ancora le truffe "vecchio stile".
Qualche giorno fa, nel quartiere Cospea, un'anziana signora stava per essere truffata da una coppia di uomini di mezza età, che si spacciavano per personale di una ditta di servizi.
La donna stava per far entrare in casa i due uomini, quando all'arrivo del figlio della donna, i due uomini si sono dati ad una precipitosa fuga.
E per una truffa sventata, c'è n'è sempre una pronta dietro l'angolo .

Massimo Colonna
Corriere dell'Umbria Mercoledì 4 Febbraio 2009

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