Nasce in Valnerina il più grande parco outdoor in Italia. Un'iniziativa che presto verrà presentata in tutti i suoi dettagli e che probabilmente ai primi di maggio verrà inaugurata in pompa magna.
L'area attrezzata, per un totale di 25 ettari di cui 8/9 rappresentano il cuore pulsante, si chiama "Activo Park" e rappresenta un vero e propio "mondo" dove sarà possibile coniugare avventura e relax, sport e natura, delizie gastronomiche e suggestivi paesaggi.
Il mega parco si trova in località Valcasana, a Scheggino, e a gestirlo sarà la Activio Srl, il cui presidente è Massimo Laschi, che ha voluto scommettere su questa sfida.
Si tratta infatti di una struttura concepita in termini innovativi che punta a diventare una grossa attrattiva turistica (specie nel campo ambientale).
Per tutti gli appassionati dell'outdoor sarà possibile praticare diversi sport come trekking e birdwatching, tour in fuoristrada 4x4, inoltre si potrà passeggiare con i muli e scendere a bordo di gommoni le tortuose rive dei fiumi ovvero praticare rafting (in questo caso in collaborazione con centri specializzati), nordic walking, pattinaggio e ski-roll (omologato Coni).
E poi arrampicate, tiro con l'arco e mountain bike seguiti da operatori, i codiddetti rangers del parco.
Ma l'innovativo parco (l'ingresso è a pagamento con biglietti da 10 o 20 euro a seconda di ciò di cui si vuole usufruire) è attrezzato anche per chi vuole trascorrere semplicemente alcune ore immerso nella natura. Oltre alle tre aree dedicate all'avventura saranno attivi due ristoranti altrettanti bar e una baita in quota.
Due ettari di pineta sono stati dedicati interamente ai bambini: giochi ma anche affascinanti avventure attraverso il tubing, un modo diverso di affrontare il fiume accessibile a tutti, il retebirinto, i miniquad elettrici, i go kart pedalabili, un baby park, un "kindergarden", ovvero un giardino per l'infanzia e un ecoteatro con spettacoli e attività didattico-ambientali.
Un'ampia alula è stata destinata propio a questo scopo, non solo per accogliere scuole ma anche turisti che vorrranno frequentare corsi (a pagamento).
In quest'ottica acquista un'importante rilievo la creazione di una vera e propria "scuola del tartufo", in collaborazione con università e aziende del settore.
Sarà possibile apprendere le caratteristiche del pregiato tubero, l'arte di trovare o cavare il tartufo (la zona comprende infatti anche diverse tartufaie) oltre a acquisire specifiche competenze sulla ecosostenibilità e del riciclo.
Il progetto del parco, che oggi è vicino al compimento, è partito due anni fa e potrà rappresentare, senza dubbio, un'ottima opportunità anche sul fronte del richaimo turistico per una delle zone più belle della Valnerina
Rita Procaccioli
Corriere dell'Umbria Sabato 28 Marzo 2009

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