Può anche succedere che lo tsunami della crisi arrivi inaspettato. Da un giorno all'altro. Senza alcun preavviso. Lo hanno scoperto ieri mattina gli ottanta lavoratori della vetreria industriale Owens-Illinois, ex Avir, di San Gemini.
Avevano appena ricevuto le rassicurazioni dei sindacati nazionali del comparto chimico, che dopo una serie di riunioni del Cae (il comitato aziendale europeo) con la multinazionale americana proprietaria del sito, avevano chiarito che l'azienda aveva intenzione di ammortizzare la recessione ricorrendo alla cassa integrazione negli stabilimenti di Bari e Napoli.
E, invece, ieri è arrivato mattina è arrivata l'inattesa onda di piena: i vertici italiani di Owens-Illinois hanno rifatto i conti ed hanno deciso di spegnere dai 4 ai 6 mesi il forno della vetreria che fornisce le bottiglie della Sangemini e dell'intero gruppo delle acque minerali.
"Lo spegnimento del forno per un periodo così lungo - spiega un esperto del settore - può voler dire invecchiare l'impianto di un anno e mezzo.
Tanto più che nell'ultima riunione romana con i sindacati nazionali erano stati decisi interventi di "major repair", investimenti per ottimizzare l'impianto."
Ieri sera la richiesta di attivare la cassa integrazione da parte della multinazionale americana è giunta in Confindustria.
Ma i dipendenti non sono rimasti con le mani in mano: hanno subito dichiarato uno sciopero di due ore ed hanno deciso il blocco degli straordinari.
La paura, infatti, è che una svolta spento il forno non venga più riattivato e lo stabilimento possa essere definitivamente dismesso.
"Abbiamo chiesto un incontro urgente al vertice aziendale - dice Sergio Cardinali della Filcem-Cgil - anche perché in azienda non ci sono lavoratori che possano utilizzare gli ammortizzatori sociali come strumento di accompagnamento soft all'età pensionabile.
Su 80 dipendenti, il 50-60 per cento sono giovani per i quali sarebbe già eccessivamente penalizzante un periodo così lungo di cassa integrazione.
Non sono escluse manifestazioni e nuove iniziative di lotta."
Il sindacato chiederà alla Owens-Illinois di non spegnere il forno di fusione del vetro, facendo lavorare la fabbrica a scartamento ridotto
Federico Zacaglioni
Corriere dell'Umbria Sabato 7 Marzo 2009

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