Comune contro Tk-Ast. Sarà un braccio di ferro legale a dirimere il contenzioso tra la multinazionale tedesca e Palazzo Spada per le rotture delle condotte di adduzione idrica che si sono verificate nel marzo e nell'agosto scorso, nella zona di Collestatte piano.
L'apertura delle falle nel complesso sistema di antiche tubazioni in ghisa della Valnerina causò danni ingenti: allagamenti del tourist shop della Cascata delle Marmore, del parcheggio e della strada di accesso al parco, guasti agli impianti tecnologici, al ponte di attraversamento "ex Centrale di Spoleto", alle recinzioni metalliche, muretti di confine, alle essenze arboree e alla scarpata del fiume Nera.
La giunta comunale, con la delibera assunta nell'ultima riunione, ha incaricato il responsabile del coordinamento delle Unità di crisi di procedere alla stima analitica dei danni subiti dall'ente.
E quantificato il risarcimento in circa 400mila euro ha demandato al direttore generale, Caterina Grechi, il compito di coordinare gli adempimenti di tutte le direzioni comunali coinvolte per procedere alle pratiche necessarie per ottenere il recupero delle ingenti spese anticipate dal Comune di Terni.
Una mossa tattica o una vera intenzione di procedere all'apertura di una causa giudiziaria? Autorevoli fonti comunali fanno sapere che ci sarà un tentativo di accordo, per cercare di evitare di arrivare di fronte al giudice civile.
E, soprattutto, a Palazzo Spada starebbero cercando di cogliere al balzo un'opportunità elettorale: quella, cioè, di "cavalcare" a fini politici l'accordo siglato nel 1997, dall'allora giunta Ciaurro, che solleva da ogni responsabilità l'acciaieria per i danni causati da eventuali guasti impiantistici nell'area a seguito della cessione di una porzione di terreno a favore del Comune per costruire il tourist shop e alcuni servizi.
Ma è proprio su quel documento che fa conto la Tk-Ast per evitare il maxi-risarcimento. Perché all'epoca degli interventi i dirigenti dell'acciaieria spiegarono che in quella zona era sconsigliato realizzare infrastrutture, proprio per la presenza di impianti tecnologici, a rischio di guasti.
In ogni caso, a Viale Brin hanno chiesto alla compagnia di assicurazione di valutare la rifusione del danno causato dalle due rotture.
Ma proprio per l'esistenza di quella carta, firmata dalla predente amministrazione, l'assicurazione si è rifiutata di restituire i soldi al Comune.
Giudicando il protocollo d'intesa come condizione sufficiente per sollevare l'assicurato da ogni responsabilità sullo stato di conservazione dei luoghi a seguito di rotture o danneggiamenti della rete.
Circostanza che spingerà la ThyssenKrupp a chiudere la porta in faccia ad ogni richiesta di transazione ed a difendersi di fronte al tribunale
Federico Zacaglioni
Corriere dell'Umbria Martedì 3 Marzo 2009

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