C'è un'immagine emblematica. L'esortazione appassionata del vescovo Paglia durante l'omelia di questo San Valentino a rinnovare la classe dirigente, a lasciare spazio ai giovani, alle forze nuove.
Questo di fronte a una platea attenta di notabili con decine di anni di potere alle spalle e con la volontà ferrea di perpetuarsi all'infinito nel comando.
Un'immagine di democrazia bloccata al ricambio che condanna la città al declino. Luca Diotallevi, sociologo, dirigente dell'Azione cattolica, uno dei consiglieri più ascoltati del vescovo è stato insieme ispiratore del convegno diocesano del 14 giugno, Una comune responsabilità per il futuro della città, e degli incontri conoscitivi col Pd e il Pdl alla vigilia della campagna elettorale.
Diotallevi non cita l'omelia del 14 febbraio, ma le sue considerazioni corrono in parallelo: c'è a Terni una società civile ricca di energie e potenzialità e una classe politica che, chiusa nelle sue stanze, è sorda a questo richiamo imbrigliando lo sviluppo possibile della città.
Professor Diotallevi, come vede questo esordio di campagna elettorale per le amministrative?
"L'esordio è che la politica, sia a destra che a sinistra, ha visto prevalere la chiusura nei confronti dei soggetti nuovi.
Si è espressa in una selezione dei candidati tutta giocata all'interno dei gruppi dei professionisti della politica: o non ricorrendo alle primarie o affidandosi alla soluzione degli indipendenti.
I cittadini non hanno potuto partecipare alla scelta dei candidati; le porte della politica sono rimaste sostanzialmente chiuse."
Chi sono i soggetti nuovi a Terni, voi Azione cattolica, il vescovo Paglia?
"No, gli oltre cento interventi alla due giorni del 14 e 15 giugno 2008 e le oltre ottocento presenze che hanno fisicamente rappresentato l'esistenza di forze vive nella città le quali sono portatrici di valori, interessi ed energie capaci di dare una scossa vitale a Terni.
Il 14 giugno non è stato un successo della chiesa, semmai il merito della chiesa è averle lasciato spazio."
Qual è la Terni che emergeva dal 14 giugno?
"Emergeva l'esistenza di condizioni reali per una ripresa dello sviluppo secondo un modello di città fatto di tanti interessi, di tante competenze e anche di conflitti trasparenti.
Che è un modello alternativo a quello di una città controllata e soffocata dal ceto politico e dai suoi occasionali alleati."
Anche il cardiochirurgo Sandro Pardini è intervenuto al convegno del 14 giugno denunciando dalla tribuna sprechi e contraddizioni della politica sanitaria regionale.
Lo strano è che nel corso dell'estate il Pd ha sondato la disponibilità di Pardini a candidarsi a sindaco poi quando lo stesso Pardini ha dichiarato ai giornali di essere pronto a correre il Pd gli ha chiuso le porte.
Pardini è una parte del nuovo soffocato dalla politica?
"Pardini non è il nuovo. Ha scelto la strada di chiedere di essere cooptato e ha ricevuto un no. Ha detto di essere a disposizione del centrosinistra per fare il sindaco precisando di non essere interessato alle primarie.
Obama non ha chiesto al Partito democratico americano di essere cooptato; ha vinto le primarie contro Hillary Clinton, cioè il candidato del gruppo dirigente."
Lei è un entusiasta delle primarie?
"é l'unico modo trasparente per selezionare la classe dirigente in quanto associa la persona al programma in una competizione libera e alla luce del sole dove alla fine decidono i cittadini."
Il Pd è da mesi lacerato dalla scelta, primarie sì, primarie no e primarie come. Un'indecisione che paralizza l'intera coalizione.
"Rinunciando alle primarie che erano una parte della sua identità, il Pd sta segando il ramo su cui era seduto.
Solo le primarie collegano diritti dei cittadini, scelta dei candidati e programmi. Noi oggi a Terni sappiamo quali sono i candidati sindaci; sappiamo che sono stati scelti dai soliti noti; non sappiamo quali sono i loro programmi."
Antonio Baldassarre è stato scelto come candidato sindaco dalla società civile, come dice lui, o dalla nomenclatura del centrodestra in una sorta di patto sotterraneo come dice il Pd?
"Baldassarre è un candidato che se correrà da solo è assai probabile che non supererà la soglia del primo turno; se si apparenterà col Pdl si troverà alla guida di una coalizione di cui non controlla la maggioranza.
La questione della leadership è inevitabilmente rimandata al dopo elezioni e questo proprio perché non è stato scelto da primarie."
Il professor Baldassarre rappresenta il nuovo?
"Antonio Baldassarre non è nuovo alla vita politica ternana e nazionale e non è stato scelto in modo nuovo.
Se ciò che vuole è il nuovo, per ora non si può giudicare in quanto non ne conosciamo i programmi."
L'Azione cattolica dice che la classe politica ternana ha ignorato i temi dell'agenda del 14 giugno.
In realtà temi come la centralità dell'azienda ospedaliera e dell'Ast, il rinnovo della macchina comunale e delle sue aziende, il conflitto con Perugia per la distribuzione delle risorse regionali sono da mesi al centro del dibattito politico.
"i temi forti del convegno sono stati in questi mesi al centro del dibattito; i cittadini non valutano però i politici per i temi di cui discutono ma per le decisioni che affrontano.
Faccio due esempi. La battaglia contro i vincoli posti da Perugia alla crescita del polo ospedaliero ternano non solo non ha conseguito un successo completo ma non è stata nemmeno intrapresa con la dovuta radicalità.
Sul tema della disparità di finanziamenti in campo sanitario tra Terni e Perugia sono intervenuti tutti meno che la giunta comunale e i rappresentanti della città in consiglio e giunta regionale che hanno fatto prevalere altre priorità e prudenze rispetto al rischio che un serio e legittimo conflitto con gli interessi del ceto politico e sanitario di Perugia avrebbe comportato.
Anche nel caso della centralità dell'Ast nulla di concreto è stato fatto. Niente è stato fatto per garantire la presenza e la crescita del polo siderurgico e fare in concreto significa: energia, servizi avanzati, trasporti e formazione."
La macchina comunale rappresenta ancora una risorsa?
"La macchina comunale è potenzialmente un grande patrimonio della città e recentemente ha visto l'ingresso di nuove e qualificatissime leve.
Per farla funzionare a pieno vanno però drasticamente inseriti criteri di premio nel merito. Su questo punto chi vuole innovare sa di doverlo fare a prezzo di uno scontro con la componente conservatrice del sindacato."
Il 14 giugno voi avete rappresentato, con cifre e tabelle, una Terni in declino sia rispetto a Perugia che al resto della nazione.
É un declino ineluttabile oppure ci sono possibilità di ripresa?
"Terni non è condannata al declino, ha al contrario grandi possibilità.
Alcune le abbiamo già dette, l'Ast, uno dei pochi grandi insediamenti manifatturieri rimasti in Italia; l'azienda ospedaliera col suo patrimonio di servizi e conoscenze; la macchina comunale ricca oggi di giovani talenti e potenzialità.
Ma la vera grande potenzialità sono donne e uomini forti e competenti per attività economiche e sociali e disposti a dedicarsi alla città.
Terni gode poi di un vantaggio sistemico collegato alla sua posizione geografica al centro dell'Italia e a un'ora da Roma.
Una capitale che scoppia e in cui è sempre più difficile vivere. Con un'adeguata politica dei trasporti e in forza della qualità relativa dei suoi servizi, soprattutto scolastici e sanitari, e dei suoi standard di sicurezza può offrirsi come alternativa abitativa a una parte importante e dinamica della popolazione romana.
Non basta ripetere sempre lo slogan di Terni città cerniera con Roma, bisogna produrre azioni conseguenti.
La classe politica di Viterbo è riuscita per esempio a strappare il secondo aeroporto di Roma che si costruirà nel suo territorio.
Una grande opportunità quest'ultima, se sfruttata a dovere, anche per Terni e l'intera Umbria. Terni, ne sono sempre convinto, ha tutte le energie e le opportunità per riprendere a crescere e quando dico Terni continuo a pensare non solo al Comune ma a quelle 150mila persone che vivono nella Conca e intorno e che insieme hanno più chances di futuro.
In questo contesto la città deve essere pronta ad avviare un vero processo costituente."
Voi dell'Azione cattolica date giudizi e punti al Pd e al Pdl. Organizzate convegni e tracciate l'agenda. Perché non siete scesi in campo con una vostra lista? In fondo a fare questo vi ha esortato anche il vescovo Paglia.
"Perché la politica si rinnovi è fondamentale che cessi di essere tutto. La chiesa cattolica ternana, l'Azione cattolica ternana e tutte le altre forze sociali stanno dimostrando che la politica non è tutto trattandola da pari a pari.
Bisogna essere rispettosi della distinzione dei ruoli e non bisogna fare di un servizio ecclesiale o professionale uno status per avviare una carriera politica.
Terzo punto, finché nella politica ternana resta spazio solo per cooptazioni o posizioni di testimonianza passare attraverso queste due porte significherebbe non portare nessun vero contributo alla vita pubblica"
Giuseppe Magroni
Corriere dell'Umbria Domenica 8 Marzo 2009

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