Il bombardamento mediatico di quest'ultimo mese ha annunciato con enfasi che diminuiranno le bollette di luce e gas, con un risparmio medio per famiglia di 100 euro all'anno, la gran parte - circa 83 euro - per il metano.
Migliaia di Ternani, però, rischiano di non accorgersene. E, al contrario, stanno facendo i conti con un'emergenza di inizio anno: le stangate di conguaglio delle società di distribuzione.
Situazioni diversificate, in realtà, che intrecciano motivazioni tecniche ad altre economico-finanziarie.
Ma che in piena stretta da crisi stanno mettendo a dura prova i bilanci di famiglie ed imprese. Che il problema rischi di esplodere in maniera dirompente se n'è accorto anche il Comune, avvertito da segnalazioni delle associazioni dei consumatori e da semplici cittadini, che hanno tempestato i centralini di proteste.
A Terni la liberalizzazione del mercato ha funzionato solo parzialmente: gli utenti del gas, aziende e privati cittadini, sono oltre 50 mila.
Di questi 47 mila sono rimasti in carico ad Enelgas, il vecchio gestore della rete, 2900 sono passati ad Umbria Energy (la joint venture tra Italgas, Asm e Acea che ha vinto la gara per la distribuzione nel territorio comunale), 1500 sono passati a Vivigas.
Il problema più grave, però, rischiano di incontrarlo i circa 50 utenti che hanno sottoscritto un nuovo contratto da settembre con Umbria Distribuzione e che non hanno mai ricevuto bollette.
"Abbiamo parlato con l'azienda - conferma l'assessore alle aziende controllate, Gianfranco Salvati - e abbiamo chiesto la possibilità che almeno questi utenti possano usufruire di una rateizzazione.
Entro marzo c'è l'impegno di risolvere i problemi e di cominciare le letture con l'invio regolare delle bollette.
Da luglio, poi, l'Authority dell'energia impone controlli più serrati e questi casi dovrebbero sparire."
Poi ci sono i problemi per tutti gli altri. Con l'inizio di marzo c'è gente che si è ritrovata bollette da 450 euro, aziende che hanno superato quota 900-1000 euro.
I call center delle società di gestione della distribuzione spiegano che spesso, in caso di cambio del fornitore, la trasmissione dei dati a volte è stata sbagliata.
Poi c'è il caso delle letture presunte, basate sul consumo medio degli utenti, ritoccate a fine anno con le verifiche effettive sui contatori.
Che, in realtà, secondo parecchi utenti non sarebbero state neppure effettuate. Alcune società del gas, in previsione del calo del prezzo del petrolio e dunque di minori incassi, avrebbero caricato le prime bollette del 2009 facendovi slittare i consumi degli ultimi mesi del 2008.
Compiendo così un'operazione di alchimia finanziaria che serve per mantenere in linea i bilanci dei due esercizi.
Altri avrebbero cambiato le date di calcolo: prima gestivano gli esercizi finanziari secondo l'anno fiscale europeo ottobre-settembre.
Ora, invece, hanno cominciato a calcolare con il sistema italiano dell'anno solare gennaio-dicembre, producendo uno slittamento dei conguagli.
Gli utenti che rilevano problemi e irregolarità, in ogni caso, hanno la possibilità di rivolgersi alle associazioni dei consumatori
Federico Zacaglioni
Corriere dell'Umbria Martedì 10 Marzo 2009

1 commenti

  1. Anonimo  

    11 marzo 2009 11:31

    E il problema della decifrazione delle fatture e di tutte le voci elencate?

    Cercando informazioni più dettagliate su tutti quei costi presenti in una bolletta, non è assolutamente facile venirne a capo. Il primo passo è capire effettivamente ogni voce acosa si riferisce e pecentualmente quanto pesa nel costo totale. Per me la lettura della bolletta è troppo complessa :-(

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