Change for Terni raccoglie il grido di dolore che lanciano da anni i residenti dei quattro blocchi di proprietà Ater di Via Sant'Apollonio.
Nessun intervento è ormai possibile in quei palazzi e, dopo la chiusura forzata dei piani bassi, occorre assegnare alle famiglie nuovi e confortevoli alloggi.
Change significare respingere le vecchie abitudini e non consentire che pochi sfortunati vivano in un ghetto urbano che, oltretutto, è umido e fatiscente.
Il cosiddetto quartiere Shanghai, teatro di troppi episodi di cronaca, è l'esempio di come non si deve fare una città: occorre abbattere definitivamente questi mostri di cemento, sentina del disagio sociale cittadino.
Change for Terni considera questo uno dei punti più importanti del proprio programma amministrativo unitamente alla costruzione di 300 nuovi alloggi popolari attraverso i significativi risparmi possibili limitando il numero degli assessori, abbassando il loro stipendio a € 2.000, tagliando gli sprechi milionari delle Farmacie, dimezzando le consulenze esterne.
Secondo Andrea Liberati, capolista di Change for Terni
"Non possiamo lasciare nessuno indietro ed è inconcepibile che nel 2009 esistano ancora situazioni come quella di "Shanghai".
Eliminare un ghetto storico della città, evitare di crearne di nuovi, restituire condizioni di vita dignitose alle persone che oggi ci vivono, saranno i nostri primi impegni in direzione della massima inclusione di tutti.
Allo stesso modo, i successivi interventi che abbiamo in programma serviranno a restituire magniloquenza a un Quartiere sacro di Terni, il Quartiere di San Valentino, patrimonio del mondo"
Change for Terni Mercoledì 22 Aprile 2009

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