Il Polo scientifico e didattico di Terni è la struttura dislocata di coordinamento delle attività culturali e di sviluppo dell'Ateneo perugino.
Il prorettore Pietro Burrascano, in qualità di responsabile di tale centro universitario, ne illustra le prerogative salienti.
Qual è la storia del polo didattico di Terni?
"La storia che porta alla nascita del Polo scientifico e didattico di Terni parte dai primissimi insediamenti della facoltà di Medicina che, oltre 25 anni, cominciò a porre le prime radici su questo territorio, inizialmente con il triennio della specializzazione e più recentemente con il completamento dell'intero corso.
Nel 1994-1995, è stato istituito il corso di laurea in Ingegneria dei materiali, una facoltà nuova e una realtà completamente ternana.
Negli anni successivi nel 1996-97 è stato attivato il diploma universitario in Economia. Originariamente, i tre insediamenti universitari non erano collegati tra di loro, risultando tre emanazioni delle rispettive case madri perugine.
Nel 2001 ha preso luogo una grande operazione, che ha visto una crescita numerica in termini di facoltà.
Così, alle tre già preesistenti, si sono aggiunte altre tre facoltà, vale a dire Scienze della formazione, Scienze politiche e Lettere e filosofia.
Più precisamente, l'accordo che ha sancito la nascita del Polo di Terni è stato firmato dall'Università degli studi di Perugia, dalla Regione Umbria e dal ministero dell'Università nel 2002.
Questa riorganizzazione complessiva ha modificato la tipologia dei corsi di laurea, inserendo una struttura di coordinamento denominata Consiglio del polo scientifico didattico di Terni, che pur rapportandosi con gli organi accademici centrali, prende sostanzialmente decisioni inerenti il polo dislocato.
Per quanto ci riguarda, il nostro Polo ha completa autonomia finanziaria, gestiamo i nostri bilanci, abbiamo la possibilità di stipulare convenzioni, attività di ricerca, e di sviluppare interazioni con le scuole medie e superiori oltre che con altre istituzioni universitarie sia a livello locale che globale."
Da un punto di vista logistico, come si articola l'Università di Terni e quali sono le strutture principali di cui è dotata?
"Siamo organizzati in sei strutture collocate nell'ambito della città di Terni e una a Narni.
La scelta del Comune e degli enti locali di fornirci gli spazi su cui è sorto il Polo, è legata sia alla contingente disponibilità, sia alla volontà di usare l'università come strumento per far crescere, far sviluppare e rendere più vitali alcune zone della città.
Tuttavia, oggi, questa dislocazione così dispersa, si scontra con i criteri di economicità che ci vengono fortemente sollecitati del ministero dell'Università.
A tal fine, siamo in contatto con gli enti locali per cercare di capire se tutta questa organizzazione può essere rivista.
Per ciò che concerne i nostri laboratori, quelli più importanti sono quelli che ha organizzato la facoltà di Ingegneria, le cui attività di base, impiantate già nel 1994-1995, sono gli assi portanti su cui abbiamo costruito la didattica e la ricerca.
I laboratori principali sono quelli dei materiali polimerici, della fisica dello spazio, della compatibilità elettromagnetica, delle scienze delle costruzioni e della fisica tecnica.
Altri sono stati attivati nell'ambito della mediazione linguistica, sono all'avanguardia e dotati oltre che di cabine, anche di un sistema di traduzioni molto avanzato.
Abbiamo un laboratorio di multimedialità, uno per la scena del crimine e altri due sugli aspetti giuridici dei diritti dei consumatori e sulla psicologia sociale."
Come si colloca il Polo di Terni nei confronti della città e del territorio?
"Nel momento in cui ci siamo costituiti, sentivamo l'esigenza di caratterizzarci in una maniera forte, che non poteva che guardare alle espressioni delle esigenze territoriali.
La collocazione sulla città di Terni è dovuta al fatto che è un territorio di transito da sud verso nord e da est a ovest, logisticamente capace di accogliere insediamenti produttivi, perché è un terreno pianeggiante e ricco di energia.
Un esempio significativo è fornito dalla presenza delle Cascate delle Marmore, che hanno consentito attraverso le centrali idroelettriche, di fare ricerca sia sul settore della metallurgia che della chimica.
Terni è un luogo nel quale il passaggio è una cosa importante. Per fermare alcune attività che transitano e per rendere attrattivo un luogo con caratteristiche positive, occorreva creare localmente un insediamento che offrisse le capacità di produrre e di mediare l'incontro di culture diverse.
Tutte le istituzioni locali ci stanno supportando con grande lungimiranza e si sono dimostrate molto attente allo sviluppo universitario.
Stiamo avendo dei contatti molto importanti con la Fondazione Cassa di risparmio di Terni, con Confindustria, Confartigianato e Camera di commercio che ci danno spazio per molte iniziative.
Essendo un nuovo insediamento territoriale abbiamo ritenuto fondamentale trovare accordi con le istituzioni locali, comune e provincia e le realtà produttive.
Come università abbiamo la pretesa di essere un elemento portatore di innovazione. Un'operazione di portata ampia che ha permesso di fondare questo Polo ha un senso solo se serve a dare supporto allo sviluppo territoriale.
Non sarebbe giustificato se dovesse servire soltanto per fini didattici."
Per conseguire questi obiettivi che tipo di offerta formativa proponete?
"Tali obiettivi vengono perseguiti attraverso la presenza dei nostri corsi di laurea in mediazione linguistica all'interno della facoltà di Lettere e dei corsi di Scienze politiche orientati alla mediazione culturale.
A ciò si aggiungono le strutture tecnologiche della facoltà di Ingegneria, con laboratori che storicamente guardano all'energia, alla chimica e ai materiali metallici.
Anche la Medicina gioca un ruolo significativo poiché riesce a fornire risposte in grado di contemperare la salute territoriale con la presenza degli insediamenti produttivi.
Va da sé che la facoltà di Economia svolge una funzione centrale. Inoltre, la presenza di Scienze della formazione è rilevante e si è ormai connotata con alcune delle vocazioni legate con il settore dello spettacolo e del teatro."
Quali sono le convenzioni che avete stipulato con università, centri di ricerca e istituzioni pubbliche a livello internazionale?
"Come polo ternano, abbiamo firmato almeno venti convenzioni con università sparse in tutto il mondo.
Alcuni esempi di tali collaborazioni culturali e scientifiche riguardano gli accordi di ricerca e programmi di scambio di studenti e docenti, con le università di Madrid, Barcellona, Valenzia, con l'Università Ucla di California e con l'Università Politecnica di Losanna.
L'Università di Terni è anche la sede centrale di una rete di eccellenza nelle nano tecnologie che comprende novantasei atenei.
Frequenti sono le collaborazioni con il Cern di Ginevra nell'ambito della fisica dello spazio e della fisica delle particelle.
Altro aspetto di estrema rilevanza è che, grazie ad accordi che abbiamo siglato con la Nasa, alcuni dei loro tecnici hanno lavorato presso i nostri laboratori di fisica dello spazio per fare sperimentazioni su dei progetti comuni.
In particolare, c'è in corso un progetto che coinvolge almeno 30 paesi tra cui l'Italia, il cui coordinatore nazionale è a Terni, per la cui realizzazione sono arrivati oggetti enormi addirittura dalla Nasa destinati a viaggiare nello spazio."
Carlo Timio
Corriere dell'Umbria Mercoledì 1° Aprile 2009

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