"San Valentino. Patrono di Terni"
É il volume che è stato presentato ieri, a palazzo Mazzancolli, sede dell'Archivio di Stato. Una raccolta - edita dalla Thyrus, curata dal professor Vincenzo Pirro e realizzata anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Terni e Narni - che raccoglie gli atti e le varie relazioni del convegno di studi sul patrono della città, tenutosi il 27 e il 28 febbraio del 2004, organizzato dall'Archivio di Stato, in collaborazione con l'Istess, l'ufficio per i beni culturali ecclesiastici della Diocesi di Terni-Narni-Amelia e il Centro studi storici.
In copertina
"Santi Valentino, Anastasio e Procolo"
, una tempera su intonaco del 1686, della cattedrale di Santa Maria Assunta, della bottega di Girolamo Troppa; nella quarta di copertina
"Martirio di San Valentino alla presenza del prefetto romano"
, un olio su tela del 1700.
La prima scelta è dovuta al fatto che in città esisteva il culto dei santi patroni Anastasio e Procolo - che hanno dominato il culto locale fino al XVII secolo, quando la congregazione dei riti impose alla città di scegliere un solo protettore - e poi Valentino.
Ne deriva una storia del cristianesimo, in ambito locale, segnata e scandita dal culto dei santi che, come viene spiegato anche nell'introduzione di Vincenzo Pirro, raggiunge il culmine nel Seicento, l'epoca della Controriforma.
Nel libro la figura e il culto di San Valentino vengono affrontati nei segni esistenziali lasciati nella vita civile del territorio Ternano.
"Il culto di San Valentino - ha osservato il vicario del vescovo, Don Gianni Colasanti - ha rappresentato la forma della società per molto tempo.
Ha contribuito a un ideale di vita. É evidente che il cristianesimo svolge ancora un ruolo positivo nella società, nella quale fondamentale resta il rapporto tra la persona e la comunità."
Unire l'umano e il divino, affrontare la figura del santo anche da un punto di vista storico, in relazione al modo in cui i ternani l'hanno vissuto e alle situazioni che si sono create.
Questa è l'ottica scelta nei dieci saggi che compongono il volume, che spazia dalla letteratura agiografica, all'architettura religiosa, all'archeologia, fino ai risvolti sociali dalle manifestazioni devozionali e alla musica sacra.
Sono intervenuti al convegno, inoltre, Marilena Rossi Caponeri, direttore dell'Archivio di Stato, Francesco Scorza Barcellona, docente dell'Università Tor Vergata di Roma, Attilio Bartoli Langeli, presidente della deputazione storia patria per l'Umbria e il professor Vincenzo Pirro

Valeria Trombetti
Corriere dell'Umbria Giovedì 23 Aprile 2009

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