É morto Adriano Garofoli

Adriano Garofoli, 79 anni, presidente regionale di Unioncamere, si è spento ieri presso l'ospedale di Terni.
Era malato da tempo. Oggi la camera ardente, sempre presso l'ospedale; i funerali domani, alle 15,30, in Duomo. Lascia la moglie e due figli, Filippo e Paolo, entrambi amministratori dell'azienda di famiglia. Industriale di genio, sempre ai vertici delle associazioni datoriali, uomo di sport che è stato anche presidente della Ternana; imprenditore, con la sua Nuova Teleterni, anche nel campo dell'etere.
Uomo con la passione della politica senza mai essere stato un politico a tempo pieno; per anni vicino alla Democrazia cristiana umbra di Franco Maria Malfatti.
Politico, nel senso di difensore degli interessi generali, anche quando era presidente di Assindustria Terni.
In prima fila per strappare dal governo quel Contratto d'area che doveva servire a reindustrializzare Terni dopo la crisi dell'acciaio e della chimica.
In prima fila per il completamento della Terni-Rieti o nelle battaglie contro il Prg di Narni che soffocava lo sviluppo industriale di Terni.
Anche per questo era stato tra i promotori di quel consorzio aree industriali fra Terni e Narni che doveva appunto servire da cabina di regia per uno sviluppo integrato e non conflittuale tra i due comuni limitrofi.
Politico in senso stretto negli ultimi mesi di vita in quanto cofondatore e attore principale di Rinnoviamo insieme Terni, quell'associazione da cui è nata la lista civica e la candidatura di Antonio Baldassarre a sindaco di Terni.
L'ultimo sforzo di Garofoli; la sua ultima apparizione pubblica quando già entrava e usciva dall'ospedale lo scorso 30 gennaio per la presentazione ufficiale di Baldassarre candidato sindaco.
Pallido, provato dalla chemioterapia ma tuttavia pieno d'entusiasmo. Pronto a scrivere articoli da mandare ai giornali per sostenere quella candidatura. Articoli che l'avanzare della malattia ha impedito di mandare in stampa.
"Mio padre - racconta il figlio Paolo - vedeva una città morta, priva di collegamenti, priva di un progetto.
Cercò d'intercettare una persona eccellente come Baldassarre. Ha fatto di tutto per convincerlo a candidarsi."
E oggi è lo stesso professor Baldassarre che ne piange la scomparsa:
"é la persona a cui devo quest'impegno.
Ne ho apprezzato la grande umanità, la capacità di capire i problemi di chi aveva di fronte. É l'uomo che ha costruito la più bella impresa privata di Terni."
Garofoli era un industriale di seconda generazione. Un uomo che prende in mano e sviluppa la piccola impresa di costruzioni meccaniche del padre Eraldo a vocabolo Brecciaiolo, che lavorava come tutti nel settore della subfornitura all'acciaieria.
Nel 1976 il trasferimento nei nuovi capannoni di Maratta. Subito dopo viene la prima grande crisi dell'acciaio. Garofoli, tra i pochi, capisce che è venuto il momento di sganciarsi dalla "Terni". Investe 7 miliardi e mezzo di lire di allora per riconvertire la produzione in meccanica pesante e di precisione.
La prima commessa per la Selenia. Fa prodotti per gli eserciti, per l'industria spaziale ed energetica. Si afferma nel mondo. La Garofoli spa conta oggi 150 dipendenti a Terni e 14 nella filiale spagnola

Giuseppe Magroni
Corriere dell'Umbria Mercoledì 6 Maggio 2009

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