"Gli apostoli di Foce". É stato presentato ieri, al museo diocesano di Terni, il restauro di otto dipinti ad olio su tela di lino raffiguranti gli apostoli, provenienti dalla parrocchia di Santa Maria delle Grazie e San Gregorio della frazione amerina di Foce.
Ora i dipinti si trovano custoditi nel museo ternano. Il lavoro di recupero è stato realizzato dal restauratore d'Assisi, Stefano Petrignani, grazie al contributo concesso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, e alla Diocesi di Terni, Narni e Amelia ed all'ufficio beni culturali sempre della Diocesi.
Sant'Andrea, San Giacomo Maggiore e Minore, San Giovanni, San Bartolomeo, San Mattia, San Paolo e San Simone.
Sono loro gli otto protagonisti, rinnovati in tutto il loro splendore, illustrati ieri da Petrignani il quale ha spiegato le varie fasi del restauro: dalle pessime condizioni nelle quali si trovavano, su telai fatiscenti, con forti ossidazioni delle tele e dei colori, scolature d'acqua e cera, attraverso diverse e avanzate tecniche di analisi, compresi gli infrarossi, per uno studio teso a individuarne il livello di deterioramento e i relativi interventi necessari; preconsolidamento del colore, pulitura, deacidificazione, inserimento di inserti di tela antica, stuccatura dei tagli, velinatura e fissaggio del colore.
Figure a dimensione naturale dominate da ocra, azzurro, giallo, marrone e rosso. Figure tracciate con pennellate rapide e decise, con un uso sapiente della luce, molto efficaci nella resa, realizzate di getto, senza essere precedute da un disegno preparatorio.
Segno che dietro a queste opere d'arte si nascondeva la mano di un artista veramente abile. Opere che si trovavano nel santuario di Foce - secondo una ricostruzione storica fornita da Margherita Romano, della soprintendenza per i beni artistici e storici dell'Umbria, conseguente anche allo studio di un volume risalente al 1858 - molto probabilmente commissionate da Giuseppe Crispino, vescovo di Amelia tra seicento e settecento; le tecniche di esecuzione dei dipinti, infatti, come ha spiegato la Romano, riconducono all'inizio del settecento.
Intervenuti, inoltre, alla presentazione, oltre a una buona rappresentanza di cittadini di Foce, molto legati al loro patrimonio storico-culturale, anche Giuseppe Cassio del museo diocesano, il parroco della frazione Don Roberto Bizzarri e l'assessore al patrimonio di Amelia, Franco Santarelli, il quale in conclusione - dopo aver ringraziato la Fondazione e la Diocesi per l'interesse mostrato nel sostegno economico e di competenze messo a disposizione - ha lanciato un appello per la valorizzazione del territorio: fare il possibile affinché almeno un'opera torni a Foce e soprattutto affinché il santuario possa essere nuovamente aperto
Valeria Trombetti
Corriere dell'Umbria Sabato 9 Maggio 2009

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