Il buio arriva, la luce risponde. Quella artificiale, che si accende quando c'è bisogno. Che manipolata, diventa opera d'arte. Le sculture di luce di Adalberto Mecarelli, artista ternano, da quarantanni residente a Parigi, diventano una sola cosa con la città di Terni e con il centro arti opificio Siri, Caos, che da giovedì sera espone le sue opere.
Cosmos- Caos- Interamnae è il trittico denso di significato della personale di Mecarelli che dà vita alle sculture nelle sale del Caos, alle installazioni dei punti di luce nelle sezioni di arte moderna, contemporanea e di quella dedicata a Orneore Metelli e sotto gli occhi di tutti, alla confluenza del canale della centrale di Monte Argento con il fiume Nera.
Proprio in questo punto, otto potenti riflettori, al crepuscolo, si accendono imponenti per tutta la durata della notte e per regalare alla città di Terni quello che non aveva mai visto prima.
Viene chiamata "prua", dai tecnici del Comune l'area riqualificata dove prima risiedeva il famoso bar Hawaii, che ha segnato per tutti un pezzo di storia.
"La città ha dimenticato il fiume - ha scritto l'architetto del Comune, Aldo Tarquini nel catalogo della mostra - diventando con il passare del tempo, quella zona buia, piena di pericoli e bivacco degli emarginati.
Nel cuore della città alla Siri dismessa si è sostituto il polo culturale cittadino, una struttura simbolo di rinascita."
Oggi il Nera, aiutato da Mecarelli riesce, forse per la prima volta a brillare di luce propria, cambiando volto a questo frammento di città, fino ad oggi dimenticato.
Anche Adalberto Mecarelli attraverso la sua intervista parla di una Terni pronta a rifiorire, grazie, soprattutto all'arte.
Come definisce la sua presenza qui, le sue opere ed il suo intervento sulla città?
"Con questa mostra rivendico la mia presenza qui e soprattutto la mia appartenenza alla città di Terni.
Le mie opere non sono solamente un omaggio a Terni, ma valorizzandola ho cercato di erigere le sculture facendo attenzione al contesto in cui mi trovavo.
Rispettando sempre gli spazi e la tradizione di questa città. Le opere all'interno dell'ex-Siri sono giochi di luce profondamente calati nella Terni industriale. Ecco perché accanto alla terra dei campi ho messo il ferro e il carbone. Accanto alla fabbrica, l'arte."
Dal Pompidou al Caos, cosa ne pensa di questa nuova struttura?
"Un lusso per il centro Italia e per la città di Terni.
Se gestito bene diventa una miniera preziosa, un crocevia di artisti e turisti. Un connubio riuscito alla perfezione tra passato, presente e futuro. Il Caos deve essere considerato un esempio di ricerca, riflessione e sperimentazione tra linguaggi diversi.
Oggi questi spazi, interni ed esterni, sono contrassegnati dal passaggio di luce."
Il progetto di riqualificazione delle sponde del Nera, Interamnae, cosa sta a significare?
"L'intervento luminoso realizzato alla confluenza del canale della centrale di Monte Argento con il Nera, recupera e rigenera le sponde e dà un nuovo volto a questa parte della città che per troppi anni è rimasta nell'ombra, senza vita.
Con la mia opera, la luce che si rifrange sulle acque del fiume crea un'atmosfera piacevole di fruizione del luogo"
Roberta Falasca
Corriere dell'Umbria Sabato 30 Maggio 2009

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