Comune di San GeminiNegli ultimi anni il tema del turismo nel territorio sangeminese ha registrato alcuni passi avanti: l'ingresso fra i Borghi più Belli d'Italia e il far parte del circuito Città Slow ha portato dei miglioramenti, anche se non sempre si tratta di progressi evidenti ed eclatanti. Per quel che riguarda gli operatori commerciali, nonostante si siano persi alcuni treni di sviluppo (ad esempio il Docup2), qualcosa si muove: alcuni esercizi si stanno rinnovando ed esistono progetti per il futuro che lasciano intravedere delle soluzioni al problema annoso di San Gemini, un nome molto conosciuto nel panorama nazionale ma che a livello turistico fatica ad emergere. Una delle ragioni di tale stato di cose risiede nel fatto che l'azienda più importante del territorio - la Sangemini - nei floridi anni '60 e '70 ha pensato solo a curare gli interessi interni, senza investire nel termalismo e negli altri aspetti che avrebbero potuto procurare sviluppo al paese e maggiore disponibilità di strutture ricettive nel territorio. Arrivando ai tempi nostri, cioè al rinnovo delle concessioni, gli impegni di ristrutturare l'albergo della Fonte sono saltati e l'ipotesi dell'albergo costruito da privati a Collecapretto è tuttora in alto mare. Questo limita fortemente la congressistica, nonostante all'interno del Centro Congressi sia stata costruita una nuova sala grazie all'investimento del Docup4 e all'impegno della Società Sangemini nel realizzarlo. Sul tema del turismo esistono tuttavia alcune realizzazioni attuali e progetti futuri molto interessanti - come quello legato a Valleantica - di ampio respiro e che potrebbero finalmente far decollare il territorio. Di fronte a una situazione come questa è indispensabile investire in nuovi eventi che possano incrementare l'afflusso di persone a San Gemini: il paese ha ormai raggiunto una condizione strutturale e urbanistica che ci permette di guardare avanti, verso un turismo diverso, senza investire ulteriormente in infrastrutture e spingendo alla creazione di eventi di rilievo. i circuiti Città Slow e dei Borghi più Belli d'Italia sono strumenti importanti per quel che riguarda soprattutto il turismo di prossimità: le grandi città non egemonizzano più il mercato turistico poiché il pubblico cerca sempre di più un ambiente sano, sicurezza, tranquillità, prodotti tipici ed eventi. Per accogliere questo tipo di turismo bisogna fare dei passi avanti anche sul tema della rete commerciale, avere garanzie dagli operatori circa la qualità dei servizi offerti, la tipicità dei prodotti e tutti gli aspetti ad essi collegati. San Gemini ha le carte in regola per poter aspirare a diventare un centro turistico di buon livello, anche alla luce del turismo sociale che merita un'attenzione maggiore e che non riguarda più soltanto la terza età, ma include anche molti giovani. Su questo tema, dopo tre anni di stop la Legge Rutelli sembra aver ripreso il proprio iter e l'auspicio è che da ciò nasca uno stimolo ulteriore. Serve uno sforzo anche da parte anche degli operatori turistici e commerciali di San Gemini per preparare pacchetti turistici che siano legati alla bassa stagione, cercando così di fare sistema legando il nostro Borgo ad un circuito territoriale con Piediluco, Carsulae, la Foresta Fossile e tutto il progetto della Via Flaminia che va da San Gemini a Massa Martana. L'auspicio è di una più puntuale politica provinciale che valorizzi le peculiarità del comprensorio, attraverso una segnaletica integrata che crei sistema nell'ambito del nostro territorio. Nel rapporto con gli operatori commerciali e con l'Associazione commercianti di San Gemini qualcosa sta cambiando in senso positivo. Speriamo di non dover discutere sempre dei problemi di Via Roma e dei 50 metri chiusi al traffico nei mesi estivi, pur rimanendo disponibili a ragionare su ciò con le associazioni stesse. Il problema vero - però - è che l'economia di San Gemini ristagna al pari di quella nazionale e che alcuni problemi del commercio derivano anche dalla vicinanza con Terni e i suoi centri commerciali. Per questo serve un grande sforzo per qualificare il nostro commercio: alcune cose sono state avviate positivamente ma bisogna fare di più, anche se in questa fase non è facile visto che le risorse sono poche, in particolare quelle a disposizione delle famiglie. Pur consapevoli delle difficoltà esistenti, abbiamo il dovere di venirne fuori, razionalizzando l'esistente e cercando soprattutto a livello istituzionale - con Governo e Regione - di far uscire quei Piani che darebbero maggiore respiro al commercio presente nei centri storici. Speriamo che la Regione Umbria al più presto si attivi in questo senso. Il tema dell'Albergo Diffuso si è posto per incrementare la base ricettiva sangeminese. Abbiamo attivato un concorso di idee che ci ha portato ad individuare l'area dove costruire la hall dell'albergo stesso, una struttura di fondamentale importanza per lo sviluppo del progetto. Quello dell'Albergo Diffuso è un tema molto interessante per il quale stiamo da tempo attendendo un'apposita legge regionale e i relativi finanziamenti che incoraggerebbero il turismo alternativo e la disponibilità di privati che andrebbe ad integrare l'offerta turistica del nostro territorio. Lo sviluppo economico ed industriale del comprensorio è un tema che, alla luce dei fatti, presenta alcune problematicità. La crisi economica si fa sentire ma sussistono anche altre questioni: la cassa integrazione alla Sangemini, la diminuzione delle vendite… in qualche modo sono segni preoccupanti per tutti noi. In uno stabilimento dove la produttività è al di sotto della media, si guarda più al bilancio e meno agli investimenti, alle prospettive e al mercato. Vorremmo maggiore attenzione allo sviluppo e una politica di più ampio respiro, rivolta al futuro. In questa situazione i mesi a venire saranno determinanti: il rinnovo delle concessioni ha tracciato gli investimenti sul territorio, ormai diventati temi cruciali per chi parla di sviluppo. La Vetreria stessa risente della crisi ed è in cassa integrazione. Crediamo che vada attivato un tavolo per capire gli investimenti da fare, perché alla luce dei fatti la preoccupazione per questo stabilimento è forte.
Luciano Bisonni
Assessore al Turismo, Sviluppo, Artigianato e Commercio
Comune di San Gemini Giovedì 7 Maggio 2009

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