Massimo Morelli è il nuovo presidente della sezione territoriale di Terni del gruppo Terziario innovativo di Confindustria.
Ad eleggere il professionista, titolare di un'agenzia di rappresentanze tra le più rilevanti del Centro-Italia, è stata l'assemblea del raggruppamento di imprese ternane che conta circa 70 aziende leader nei servizi avanzati all'industria.
Morelli prende il posto di Domenico Bellachioma, che si era dimesso dalla carica di presidente a seguito della candidatura alle recenti elezioni amministrative.
All'assemblea provinciale sono intervenuti, tra gli altri, anche il presidente di Confindustria Umbria, Umbro Bernardini, e il direttore dell'associazione di Terni, Mauro Meucci.
"Il primo obiettivo temporale - afferma Morelli - è rappresentato dall'assemblea generale di Confindustria Terni, che si terrà nel prossimo autunno, ed alla quale la sezione di presenterà con una nuova immagine coordinata e con un indispensabile strumento di lavoro e di comunicazione, che sarà costituito da una pubblicazione comprensiva di recensioni su tutte le aziende del gruppo Terziario Innovativo."
Un altro passaggio cardine nel percorso della sezione territoriale ternana, sarà la costituzione di commissioni di lavoro sui temi del progetto, innovazione e ricerca, economia e finanza, formazione, Premio qualità e borse di studio.
Particolare attenzione, nella sua relazione, il nuovo presidente Massimo Morelli, l'ha dedicata al tema della stretta creditizia e del rapporto con gli istituti di credito, sottolineando l'importanza dell'istituzione di una commissione territoriale per contrastare la rigidità del sistema bancario.
"Dal primo gennaio 2009 - ricorda il presidente del gruppo Terziario Innovativo - è entrato in vigore Basilea 2.
E con esso è sempre più necessario un dialogo tra Confindustria e le strutture del credito.
Va potenziato il consorzio "Fidindustria" e, soprattutto, non è più possibile tollerare il sistema di pagamento degli enti pubblici e, nello specifico, dei Comuni.
Le imprese vivono una situazione penalizzante: sugli anticipi di fatture viene applicato uno spread del 2,5 per cento, nello stesso tempo vi è un atteggiamento di sfiducia e di diffidenza tra le banche, nei loro rapporti interni.
Veleggia minaccioso un atteggiamento che prelude alla restrizione degli affidamenti.
A nostro avviso, come è stato ricordato dalla presidente nazionale Marcegaglia e da quello della Piccola Industria Morandini, le banche dovrebbero avvicinarsi di più, e secondo un sistema di qualità, alle aziende."
Altro problema sollevato nell'intervento è quello del credito al consumo, che ha assunto dimensioni definite "pericolose".
Morelli ha riordato, infatti, come soltanto la regione Umbria assorba circa 35 milioni di euro annui di questo segmento creditizio.
"Molto megli il prestito d'onore - chiarisce - attuabile anche attraverso il coordinamento operativo della Regione, di Gepafin e degli stessi istituti di credito"
(f.zac.)
Corriere dell'Umbria Lunedì 29 Giugno 2009

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