Ad oggi non arrivano segnali opposti. Adesso pure le Rsu aziendali dell'Ast esprimono preoccupazione. Perché chiudere l'officina della stazione di Terni non significherebbe solo smantellare un'attività produttiva, ma anche creare un grattacapo alle aziende del territorio che si appoggiano ad essa.
L'Ast è una di quelle, così come altre realtà industriali come la Basell. La Thyssen Krupp si troverebbe costretta a portare altrove i propri carri merci per le manutenzioni.
Non avere più l'officina ad un chilometro di distanza dalle acciaierie significherebbe mandare le carrozze nel casertano, a Marcianise.
Più chilometri, più tempo che passa, ma soprattutto maggiori costi. Con i tempi che corrono non è cosa da poco. La Rsu dell'acciaieria ha affrontato anche questo aspetto, nell'ultima riunione.
"Questo servizio – dicono i rappresentanti sindacali di fabbrica – è fondamentale per garantire sicurezza ed efficienza nell'area trasporto ferroviario ed è strategico in un'area capace di movimentare più di 2 milioni di prodotti come rottame ed acciaio processato."Si esprime condanna per la politica delle Ferrovie dello stato e della divisione Cargo, considerata pericolosa proprio in un momento di crisi.
Così come negli ambienti aziendali dell'Ast c'è l'idea che la chiusura di quell'officina sia un provvedimento lesivo per l'acciaieria.
Perché le ferrovie si ritengono importanti per una ripresa economica, perché si pensa che il movimento su rotaia sia fondamentale di fronte a numeri che parlano di 1,3 milioni di tonnellate di produzione all'anno.
Perché il traffico ferroviario dell'Ast evidenzia un transito dai 25 mila ai 30 mila carri merci, il 30 per cento dei quali subisce continui piccoli danni per cui serve la manutenzione.
Passare a farla da Terni e Marcianise farebbe crescere i costi. Che già non sono bassissimi, visto che l'officina ternana incassa intorno al milione di euro solo per le manutenzioni ai carri merci commissionate da Ast, Basell e centrale di Bastardo.
Con un buono 80 per cento da dividersi proprio tra Ast e Basell. Le Rsu dell'acciaieria hanno affrontato la questione dopo aver approfondito notizie apprese dagli organi di stampa.
"Se tutto questo è vero – spiega Claudio Cipolla – c'è da restare preoccupati. E pure perplessi, poiché da una parte si parla di logistica e potenziamento delle infrastrutture e del trasporto su rotaia mentre dall'altra si chiude un'officina importante."Restano in apprensione i sindacati dei trasporti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl ed Orsa. Dice Cipriano Crescioni, Filt Cgil:
"Noi restiamo contrari alla chiusura e non capiamo perché si vuole smantellare una struttura all'avanguardia.Nei capannoni ternani della Cargo, dove operano 35 lavoratori, resta l'incertezza. Tre persone sono state incentivare ad andare in pensione ed a settembre ne andrà via un'altra. Le revisioni dei carri non si fanno più e da un mese non c'è più il carro soccorso. E pensare che pochi giorni fa due motrici avevano subito danni nella galleria di Fossato di Vico. I pantografi avevano tranciato con l'attrito il cavo della linea elettrica. Le motrici, danneggiate dalle scintille, sono state sottoposte a manutenzione (e riparate) proprio a Terni, nell'officina che deve chiudere.
La manutenzione dei mezzi è importante e non si può tagliare lì. La triste vicenda di Viareggio, purtroppo, ce lo insegna."
di Paolo Grassi
Il Messaggero Mercoledì 22 Luglio 2009


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