Una scommessa persa, quella della doppia Giunta di Paolo Raffaelli andata da pochi giorni in pensione. La piscina comunale di viale dello Stadio è rimasta per l'ennesima estate inesorabilmente chiusa e versa in uno stato comatoso, divorata dall'incuria e dal degrado dovuto al completo abbandono della struttura.
Tanti proclami, tante soluzioni, ma è finita come il progetto del palazzetto dello sport. Zero investimenti, zero interventi. Malgrado anno dopo anno hanno cercato inutilmente una soluzione. Otto anni di tormenti nei quali non è stato trovato un patner privato ed i soldi necessari per ristrutturare quello che ora è diventato un cumulo di macerie.
Così ora il complesso sembra un set del film dell'orrore, dove l'erba e le piante sono incolte, le strutture devastate, metà di topi grandi come gatti e di sbandati.
Tutto è distrutto , tutto è da rifare. Da fiore all'occhiello della città a simbolo del degrado. I perché della trasformazione in negativo ce lo dirà forse la Corte dei Conti che ha deciso di mettere il dito su una piaga purulenta.
Per verificare se ci siano stati delle colpe in quello che in tanti additano come uno maxi spreco per la nostra comunità.
Un'indagine coordinata dal procuratore contabile Fernanda Frayoli. Con la Guardia di Finanza ha effettuato un blitz l'altra mattina negli uffici dello Sport e del Patrimonio in cerca della documentazione dell'ultime convenzione firmate nel 2000 con i privati.
Ma non è stato semplice, visto che le fiamme gialle sono state costrette a chiamare il direttore generale Grechi per trovare le carte.
La Finanza vuol capire perché non è stata rinnovata la convenzione e perché non è stato effettuato nessun intervento negli anni per evitare che la struttura andasse in malora.
Un complesso che aveva sia una piscina coperta che scoperta. La prima è morta nel 2001, l'altra un anno dopo. Incuria che divorato tutto, dal parco al bar. Con le indagini che rischiano di imbattersi sul vecchio progetto della Città dello sport, anche questo naufragato dopo un no del tribunale amministrativo alla cessione dell'area a Luigi Agarini.
Per capire perché dopo quel no non è stata indetta la gara ad evidenza pubblica ed europea come indicato dal tribunale amministrativo regionale ed è stato messo da parte per sempre tutto l'ambizioso progetto che avrebbe riqualificato una vasta area della città.
Raffaelli e company dopo il no ad Agarini non si sono più mossi. La Corte dei Conti dovrà fare il conto degli sprechi che saranno addebitati agli amministratori coinvolti.
Intanto la piscina aspetta imprenditori interessati a prendersi a cuore le sorti del vecchio impianto sportivo datato 1970.
Con Terni che ha già saltato un appuntamento fondamentale per l'immagine del territorio: ospitare la squadra americana di nuoto che, come accaduto nel 1994, vorrebbe soggiornare e far allenare i propri atleti proprio nella piscina dello stadio, in vista dei campionati mondiali in programma il luglio prossimo.
Visto che circa un paio di anni fa c'era stato un aggancio e un anno fa il Comune aveva preparato un progetto con un bando per individuare i privati.
Secondo il progetto preparato da palazzo Spada i privati dovranno finanziare per gran parte il lavoro, ristruttureranno e gestiranno la nuova piscina, una volta pronta.
Un progetto ambizioso con un bando che è uscito pochi mesi fa. Tutto l'intervento, molto ambizioso, costerà oltre 6 milioni di euro. Soldi quasi tutti investiti dal privato che vincerà il bando ed otterrà le autorizzazioni per ristrutturare e gestire la piscina tramite una convenzione.
Si parla di una gestione per un massimo di 30 anni, periodo ribassabile proprio in sede di gara. Palazzo spada, che ha inserito l'intervento tra quelli prioritari nel piano triennale delle opere pubbliche, parteciperà impegnandosi a stanziare in tutto 2,5 milioni di euro.
Il tutto era stato presentato più di un anno fa. Ma di concreto non c'è ancora nulla. Mistero sui partecipanti al bando, per il sindaco Paolo Raffaelli ci sono cinque offerte per recuperare e ravviare la piscina.
Ma ufficialmente ancora si sa poco. Certo che pare l'ultima occasione. Con la palla che è statalanciata dal nuovo sindaco Leo Di Girolamo. Nel frattmpo passerà almeno un altro anno. Dieci dalla chiusura.
Il Messaggero Sabato 27 Giugno 2009

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