Sagra della bruschetta al tartufo di Strettura

Vinicio di giorno lavora con un'impresa che opera all'interno di vari stabilimenti del ternano: col muletto o senza, sposta roba e merci da una parte all'altra.
Ma di sera, a Strettura, il suo paese, appena al di là del confine tra le province di Terni e Perugia, diventa una specie di factotum, quando c'è la sagra.
Factotum di sala: assegna tavoli, porta vino e acqua minerale, chiama e coordina la schiera di ragazzini che svolgono i compiti dei camerieri, puntualizza le ordinazioni.
Arriva pure a svolgere il compito di "intrattenitore", nel senso che scambia due chiacchiere o beve un bicchiere con chi sta seduto al tavolo e magari aspetta una ciriola al tartufo, uno scottadito d'agnello tartufato, una fetta di formaggio pecorino, o la frittata e i fagioli tartufati.
La sagra, che a Strettura dura diciassette giorni e che per quest'anno è arrivata quasi alla fine (si chiude domani sera) è infatti il trionfo del tartufo.

Ufficialmente si chiama "Sagra della bruschetta al tartufo", ma poi... "La facciamo qui al campo sportivo dice la signora Patrizia perché poi quel che si guadagna va a sostenere la nostra squadra di calcio. Sà aggiunge con un certo orgoglio noi facciamo la prima categoria."
Strettura: un paesetto di duecento abitanti ("Siamo quattrocento se pigliamo pure quelli del circondario", specifica Patrizia) che si permette di avere una squadra in prima categoria, come San Gemini, Stroncone o Norcia e Cascia.
Centri non grandissimi, ma al confronto dei quali Strettura sparisce quasi. Una grande tensostruttura, e sotto una miriade di tavoli. Ma non bastano. La fila, all'ora di cena, è praticamente continua: "Alcune serate siamo arrivati ad avere milleduecento persone" racconta Vinicio.
E comunque un mercoledì qualsiasi ne avevano contati circa ottocento. Due passi da Terni, un po' di frescura che in questi giorni è diventata quasi un sogno, la possibilità di masticare qualcosa di buono (lo scottadito di agnello tartufato è da non perdere insieme ad una fetta di un pecorino che quelli della sagra acquistano da uno che conoscono loro).
E poi, per digerire, chi non si accontenta di un grappino può fare quattro salti. Perché lo spazio c'è, là dalla parte del corner sinistro del campo hanno tirato su un palco sopra al qaule c'è sempre un complesso che suona.
C'è pure qualche stand per il tiro a segno: tre palle per buttare giù un barattolo. e da Terni arrivano a frotte. C'è perfino chi organizza lì rimpatriate o meetings volanti, come hanno fatto, due o tre sere fa i componenti dei vertici regionali della Federazione Gioco Calcio.
Incontri, serate, quattro chiacchiere tra amici, e dietro, in cucina tutta un'organizzazione che ferve: chi arrostisce, chi cuoce la pasta, chi condisce, chi prepara gli antipasti, chi fa a spicchi una pila di frittate.
Il tutto sotto l'occhio vigile di Gervasio, un omone che, in parannanza, sta seduto al centro delle operazioni.
Alla cucina ci pensa lui, alla sala i ragazzi-camerieri e qualche coordinatore più esperto. Poi c'è Vinicio: un bicchiere con te, uno con un altro, due con qualche amica. Una faticata...

di Walter Patalocco
Il Messaggero Lunedì 27 Luglio 2009

0 commenti

Posta un commento

Offerte di lavoro a Terni e Provincia

News dalla Provincia di Perugia