Le proporzioni sono quelle di una grossa industria che chiude i battenti. È l'industria della scuola. In tutta la provincia di Terni, 207 persone, che lo scorso anno lavoravano e dal prossimo settembre saranno a spasso. Eccoli qua i tagli della riforma Gelmini. Ora si possono toccare: istituto per istituto, aula per aula. Nelle scorse settimane, il Ministro ha messo sul tavolo le cifre: in tre anni 87mila cattedre in meno, e 45 mila operatori Ata (i bidelli) da tagliare.
I numeri sono arrivati agli uffici scolastici regionali che hanno solo potuto rispondere: "Obbedisco".
"Oggi non ci resta che trattare su dove e come tagliare – spiega Tommaso Dionisi (Cgil) – e poi lottare: manifestazioni e scioperi."
In tutta la provincia di Terni, ci sono 129 docenti precari - nominati anno per anno, dietro la cattedra da settembre a giugno – che lo scorso anno insegnavano e il prossimo autunno dovranno rimanere a casa.
45 cattedre in meno alle elementari: da 803 a 758. Altri 38 insegnanti cancellati alle medie: lo scorso anno scolastico erano 537, saranno 499. E poi la mannaia abbattuta sulle superiori: 46 insegnanti eliminati: da 748 a 702. Qui i sindacati hanno già fatto il conto delle classi che spariranno: ben 18. e la truppa del personale Ata non sarà risparmiata: da 948 a 870. Vale a dire 78 bidelli in meno. Ma da qui a settembre lo scenario potrebbe addirittura aggravarsi. Perché questi numeri fanno riferimento al cosiddetto organico di diritto, quello che sta sulla carta, destinato ad essere aggiornato in settembre, con l'organico di fatto.
In genere, tra i due conteggi, il secondo è sempre un po' più abbondante del primo. Quest'anno, invece, il Ministero pensa ad un'ulteriore stretta: altre 5 mila posti da tagliare.
"Si formeranno classi da trenta, trentacinque persone – spiega Daniela Ricci, coordinatrice dei precari ternani – l'offerta formativa non potrà che impoverirsi drammaticamente.
Tra gli insegnanti mandati a casa, ci sono docenti nominati ogni settembre da 8 o 10 anni. E la legge 626 sulla sicurezza, molto semplicemente, non potrà essere rispettata. Per questo domani parteciperemo al sit-in di protesta a Montecitorio."
L'associazione dei genitori democratici ci mette il carico:
"Tante famiglie che la scorsa primavera avevano scelto il tempo prolungato non saranno accontentate"
, aggiunge Angela Caputo.
Intanto i nodi vengono al pettine: alla scuola dell'infanzia Iole Orsini di Amelia, ci sono 52 ragazzi, 2 di loro hanno bisogno di un insegnante di sostegno, e dovrebbero essere divisi in solo 2 classi.
A Ferentillo, i bagni delle scuole sono disposti su due piani, e per un solo bidello è impossibile controllarli entrambi contemporaneamente. E a settembre si comincia.

di Federico Fabrizi
Il Messaggero Martedì 14 Luglio 2009

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