"Stiamo lavorando per risolvere un problema che è di difficilissima soluzione e serve il contributo di tutti."Feliciano Polli, presidente della Provincia, sa bene che il caso esploso durante i lavori della superstrada Terni-Rieti è una brutta gatta da pelare.
Parla del
"gioco di squadra necessario a trovare una soluzione vera il prima possibile. I lavori -dice Polli- devono riprendere presto e con le adeguate garanzie per tutti."
Non è un caso che sulla vicenda del cantiere della Terni-Rieti stia vigilando l'occhio attento del Prefetto, Sabatino Marchione. Su quali siano le soluzioni allo studio degli enti competenti, il presidente della Provincia non si sbilancia. Tra le ipotesi ci sarebbe quella di trattare chimicamente l'acqua contenente il cromo esavalente in loco. Ovvero in quella vasca che tutti conoscono come "il laghetto dei veleni" dove ora è accumulato il percolato scavato dalle ruspe della Terni Rieti.
In questo modo, il temuto inquinante, si trasformerebbe in sostanza non nociva e quindi non pericolosa per la salute.
Di certo c'è che sulle possibili soluzioni la prossima settimana ci sarà una riunione degli enti competenti. Si incontreranno nella sede della Regione, dove arriveranno anche rappresentanti del Ministero dell'Ambiente, che è l'autorità prima in questa spinosa vicenda esplosa nel cuore delle discariche di vocabolo Valle.
Un'area che lo stesso Ministero ha inserito tra i siti di interesse nazionale da bonificare. Prevedendo complicati studi sulla situazione dell'inquinamento che dovevano essere fatti prima di iniziare qualsiasi intervento. Studi e indagini che, secondo l'ipotesi della Procura, non sarebbero stati effettuati. Con la conseguenza che quando le ruspe dell'Anas hanno incontrato la zona delle discariche, dove sono sotterrati i rifiuti di oltre cent'anni, sono cominciati i guai.
Prima all'imbocco sud della galleria Tescino, dove i lavori, per la presenza del temuto cromo esavalente, sono stati fermi per nove mesi.
Poi, nelle settimane scorse, i problemi si sono spostati all'imbocco nord, dove millequattrocento metri cubi di percolato contenente anche questo veleno sono finiti nel torrente Tescino.
Dalla Procura di Terni arriva un decreto di sequestro dello scarico sul Tescino per
"smaltimento non autorizzato di rifiuti liquidi contenenti sostanze pericolose per la salute."
Con il rischio che il percolato con dentro il cromo esavalente possa aver inquinato la falda freatica.
L'Anas al momento non ha fatto ricorso contro il provvedimento di sequestro chiesto dal sostituto procuratore Elisabetta Massini e firmato dal gip, Maurizio Santoloci.
Mettendo i sigilli gli inquirenti fanno il possibile per scongiurare il blocco dei lavori, tanto che lo scarico viene chiuso solo a monte.
Ma l'Anas, che dice di non sapere come smaltire quell'acqua inquinata, ferma il cantiere e spedisce due lettere di diffida: una alla Thyssen krupp-Ast, considerata il soggetto "inquinatore", l'altra alla Provincia di Terni, competente ad autorizzare lo smaltimento dell'acqua inquinata.
L'Ast viene diffidata a provvedere quanto prima alla raccolta e allo smaltimento delle acque. Alla Provincia viene chiesta una decisione. Perché secondo l'Anas deve dire in tempi brevi come va gestita l'acqua al cromo. Il lavoro per trovare soluzioni vere va avanti. Contestualmente a quello avviato dalla task force investigativa messa insieme dal magistrato Elisabetta Massini, che ha delegato indagini a tutto campo. Forestale, Guardia di Finanza e Polizia provinciale acquisiranno documenti e sentiranno i responsabili di tutti gli enti competenti coinvolti nella spinosa vicenda del cantiere della Terni-Rieti.
di Nicoletta Gigli
Il Messaggero 20 Luglio 2009

0 commenti

Posta un commento

News su Terni Mania

News dalla Provincia di Perugia

Offerte e Promozioni a Terni

Offerte di lavoro a Terni e Provincia