Acqua limpida al Lago Piediluco

Chi si recherà in questi giorni a Piediluco griderà quasi al miracolo.
Le acque del lago chiare e limpide con il fondale che si può osservare fino a qualche metro di profondità. Niente a che vedere con il colore rosso mattone degli anni scorsi. Bagnarsi, secondo le analisi di laboratorio eseguite dall'Arpa è possibile quasi in tutto il perimetro del bacino, tranne sotto il ristorante Lido.
Ma sull'argomento sono estremamente critici Enrico Melasecche e Cristiano Crisostomi dell'Udc, in cui senza mezzi termini sostengono che quasi tutte le zone del lago sono inquinate da colifecali, vale a dire che il depuratore del Comune non depura.
A spiegare il fenomeno è la Provincia con il dirigente del servizio ambiente Giovanni Vaccari: «Probabilmente sono venute alla luce altre alghe e questo spiegherebbe il diverso colore delle acque».
E prosegue: «Le acque seguono un poco l'andamento stagionale e per poter affermare che il lago ha cominciato a risanarsi è azzardato.
A questo punto, ma non sta a meno decidere, forse sarebbe opportuno di poter seguire l'andamento delle alghe e cercare di capire meglio che tipo di flora si sta formando».
All'Arpa di Terni, al telefono dell'ufficio della dirigente nessuno risponde dopo ripetuti tentativi ed anche per diversi giorni.
Ma il lago ha anche altri problemi: i motoscafi che non sono in regola con le nuove normative, salvagenti che non vengono indossati durante la gita in barca.
Qualcuno azzarda anche il bagno nell'acqua fredda, ma in caso di caduta in acqua nessuno può portare un primo soccorso (a proposito che fine ha fatto il motoscafo richiesto dai forestali della locale stazione?).
Dopo più di trent'anni di colorazione rosso-mattone, il lago dal punto di vista visivo è comunque migliorato ma solo in pochi credono che l'inquinamento delle acque sia sceso sotto i parametri previsti dalla legge.
Enti, istituzioni e ministeri, da anni sono corsi al capezzale del grande malato per cercare di guarirlo. Si sono spesi milioni di euro, cercando esperimenti che non hanno portato a nessuna miglioria. Tanto per ricordare qualche intervento sulle acque, basta pensare alla immissione dell'ossigeno in una zona del lago, quella del canottaggio, che doveva servire da esperimento per una più vasta area, ma che, analisi alla mano, l'ossigeno non ha avuto nessun effetto.
E poi lo sfangamento del fondo dalle sostanze ritenute tossiche, non hanno fatto altro che aumentare l'eutrofizzazione delle acque.
Anche in questo caso l'operazione è stata fallimentare. E adesso questa mezza buona notizia, in un momento importante per la frazione lacustre che tenta, in ogni modo di potersi rialzare con una serie di interventi di abbellimento e rifacimento dei vicoli a monte, delle passerelle lungo il lago, di ristrutturazioni di vecchie case.

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