"Un viaggio terrificante. Ho creduto veramente di non farcela."A parlare è un umbro di adozione che assieme alla fidanzata ternana non dimenticherà il viaggio in treno di ieri pomeriggio.
"é stato un inferno, imprigionati all'interno dei vagoni senza aria condizionata e con tutti i finestrini bloccati. L'aria era irrespirabile e la temperatura altissima."Giuseppe Dante, romano ma ormai col cuore in Umbria tra Narni e Terni era di ritorno con la fidanza Cinzia da Roma.
Salgono sul treno Roma-Ancona delle 15.57 alla stazione Termini e inizia il viaggio. Fuori le temperature di questo agosto infuocato sono quasi africane. Sono anni che prendono questo treno, lo conoscono come le loro tasche, dai tempi delle superiori. Dei sette vagoni, di solito, solo un paio hanno l'aria condizionata. É così da sempre, da anni, nonostante le segnalazioni a Trenitalia. Una volta saliti, ormai lo sanno, si devono spostare nei vagoni dove funziona l'aria condizionata. Ma stavolta la ricerca è inutile. Non funziona neanche in prima classe. Tutte le carrozze, raccontano, sono senza aria condizionata. Il treno intanto comincia a muoversi ma la giornata evidentemente è di quelle storte. A Fidene, un quarto d'ora fuori Roma, il treno si ferma. Pare per un principio d'incendio sulla scarpata. Ma non c'è nessuna comunicazione ufficiale. Il treno resta fermo, passano i minuti e l'aria comincia a diventare irrespirabile. Qualcuno prova ad aprire i finestrini ma sono bloccati. La carrozza dei due ternani è piena di pendolari, anziani, studenti e anche qualche bambino.
"Non entrava l'aria - racconta Giuseppe - non riuscivamo veramente più a respirare. Nessuno poi aveva neanche dell'acqua. Ho provato a cercare qualcuno ma il capo treno era praticamente sparito. Per mezz'ora non ci ha detto niente nessuno. Qualcuno si sventolava con i giornali e tutti ci guardavamo. Ammetto che per un attimo ho avuto paura."All'improvviso il treno riparte. E riprende il viaggio. Arrivano a Terni che sono quasi le 17 e 30, con il ritardo maturato per l'incendio. Un imprevisto, un incendio può certo succedere, ma la situazione vissuta ieri non è certo dovuta al caso.
"i treni sono sporchi come e più di prima - dice Giuseppe - e ogni giorno è un inferno per noi pendolari. Fateci almeno respirare, ridateci i finestrini. Perfino gli animali trasportati nei tir hanno diritto ad aria e acqua"
Patrizia Antolini
Corriere dell'Umbria Martedì 25 Agosto 2009


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