Chiude la Banca d'Italia ... a Terni

[...] presto a Terni non ci sarà più neanche la Banca d'Italia. Si chiude: il palazzo sarà messo in vendita, e i dipendenti andranno a lavorare altrove. La data dello sgombero è già stata fissata: è il prossimo 9 ottobre.
"i compiti di tesoreria – si legge nel sito di Palazzo Koch – saranno svolti dalla filiale di Perugia. Fino a quella data la sede di Terni offrirà gli attuali servizi."
Quali? L'opera di tesoreria dello Stato per gli enti pubblici, innanzitutto, e poi il cambio delle banconote e delle monete, e ancora la raccolta dati per la cosiddetta "centrale dei rischi": in pratica, un grande database di informazioni fornite dalle banche a proposito dei clienti che abbiano posizioni debitorie.
E infine il controllo delle banconote false, gli esposti sui servizi bancari e finanziari, e la consultazione dei documenti storici.
Sta di fatto che il palazzone di Piazza Tacito è nella lista nera del Governatore Mario Draghi, quello che si chiama piano di ristrutturazione. Vale a dire chiudere 58 delle 97 sedi provinciali. Una filiale come quella di Terni costa mediamente 6 milioni di euro l'anno. Considerando che gli stipendi dei dipendenti non saranno toccati, quando il piano sarà concluso, nel 2013, il Governatore risparmierà circa 200 milioni di euro ad ogni bilancio di gestione.
"C'era pure la filiale di Viterbo nell'elenco dei tagli, ma è stata salvata – protesta Enrico Melasecche, che nel palazzo sistemato all'inizio di Viale Mazzini ha vissuto e lavorato per anni – io ho fatto due interrogazioni in consiglio comunale, ma non sono neanche state discusse."
Lui, l'ex vicesindaco di Ciaurro, alla Banca d'Italia di Terni arrivò nel 1980, e c'ha lavorato fino al 2005. Aveva una delle tre chiavi della cassa di servizio.
"lì c'è un grande pezzo della mia vita lavorativa e personale – racconta – ci abitavo: ero responsabile di valori, e con la mia famiglia avevo l'alloggio di servizio all'ultimo piano. Oggi è davvero triste sapere quel che succederà: è indubbio che la città perderà un servizio."
i ventidue dipendenti ternani dovranno prendere armi e bagagli e trasferirsi altrove. A Roma probabilmente. Tra loro non ci sono pendolari, molti avevano ottenuto di tornare a Terni dopo anni trascorsi in altre città, ed ora dovranno ripartire.
Anche un bel gruppo di carabinieri sarà trasferito ad incarichi diversi. Ce ne sono una ventina che si danno il cambio per controllare la struttura: anche loro, ovviamente, resteranno lì fino al 9 ottobre. [...] La struttura affacciata sulla fontana di Piazza Tacito vale quasi 10 milioni euro. L'edificio è stato costruito nel 1935, ed è esteso su una superficie di 3 mila e 900 metri quadrati. [...]
di Federico Fabrizi
Il Messaggero Giovedì 23 Luglio 2009

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