Narni Black Festival verso Terni?

Un festival che vuole volare sempre più in alto. Dopo undici anni e un successo conclamato è pronto a sconfinare e espandersi verso Terni. Esportando un progetto vincente, dove il contributo pubblico fa rima con investimento per tutto il territorio. Magari per quello ternano che non vive da anni un evento di richiamo.
Il patron di Narni Black Festival, Paolo Pegoraro, è ternano, ma ha realizzato il suo sogno a Narni. Creando insieme al sindaco Stefano Bigaroni ed al direttore artistico Silvano Menichelli una manifestazione non di nicchia ma con un ritorno più che notevole.
Ora non si nasconde certo dietro a un dito, guardando sempre più in alto:
"Siamo ambiziosi, il nostro orizzonte - dice Pegoraro - varca l'Umbria ed anche l'Italia, possiamo crescere ancora con la collaborazione della città di Narni, la giunta comunale ed il suo sindaco Bigaroni, con Umbria Jazz e con tutti gli amici e sostenitori del festival. Il nostro sogno è raggiungere per presenze e per qualità i grandi festival internazionali che si tengono a Memphis e a Montreux."
Ecco così che Pegoraro è pronto ad accendere un rapporto anche con il Comune di Terni per creare un discorso che abbracci tutta la conca:
"La nostra concretezza ci mostra anche un cammino lungo e difficile in una realtà economica non favorevole, in un'area geografica a scarsa vocazione turistica, in un ambiente sociale che non ha ancora pienamente compreso lo straordinario volano che alcune manifestazioni culturali possono rappresentare. Se il territorio sentirà come suo il Festival allora potremo farcela."
In soldoni è pronto a valutare da subito un rapporto con palazzo Spada ma anche con palazzo Bazzani. Tutti insieme per creare qualcosa di grande. Vuole esportare un modello vincente:
"Lo sforzo degli ultimi anni dell'amministrazione comunale di Narni e dell'Associazione Narni Black festival - dice Pegoraro - è stato costantemente teso a coinvolgere la città e a potenziare le ricadute economiche sul territorio avendo ben chiaro che i contributi dell'amministrazione pubblica per la realizzazione del festival devono diventare investimenti produttivi e non finanziamenti a fondo perduto a generiche e autoreferenziali attività culturali."
Un festiva pensato soprattutto per il turismo:
"Il Festival quest'anno - continua Pegoraro - con i suoi spettacoli e con le numerose attività collaterali, è stato distribuito su 8 giorni per permettere agli operatori turistici di organizzare "pacchetti" di interesse per i tour operator al fine di promuovere la città di Narni ed il territorio circostante. La prevendita dei biglietti e la promozione del Festival è stata particolarmente curata sulla "piazza" di Roma che rappresenta il naturale bacino di pubblico e di turismo (nella passata edizione abbiamo avuto quasi 800 presenze dalla capitale).
Molti alberghi, agriturismi, locande, ristoranti e bar della zona (Terni inclusa) registrano il tutto esaurito."
Ora è pronto per il grande salto. Intanto a Narni si aspettanno sette giorni di grande musica.
Con le stelle Solomon Burke e Dionne Warwick per il gran finale.

di Corso Viola
Il Messaggero Lunedì 24 Agosto 2009

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