Per loro è una svolta. Eppure verrebbe da dire "scusate il ritardo". Ma come? Gli Altoforno fanno concerti ed attirano pubblico da 15 anni con canzoni famose riadattate con testo in dialetto ternano, hanno scritto un libro andato a ruba, riempito come un uovo l'anfiteatro Fausto per il concerto del decennale con migliaia di persone rimaste fuori per insufficienza di spazio...
e solo adesso pubblicano il loro primo cd?
"Il fatto – risponde Stelvio Filipponi, uno degli 11 componenti ("membri", dicono loro) del gruppo ternano – è che solo ora abbiamo un impresario che ci fa da tramite con la casa discografica."
Il disco si intitola "Altoforno", come la band. Contiene 12 canzoni. Va in distribuzione nei negozi di dischi ed in rotazione nelle radio locali e nei network.
"Il nostro sogno – aggiunge Gabriele Battistoni - si avvera. Dopo 15 anni."
Stelvio Filipponi è meglio noto come Zyplox, Gabriele Battistoni è Lu nonno. Gli Altoforno hanno tutti uno pseudonimo. Poi ci sono Jumpot (Giampaolo Vantaggi), Poldo e Marassimo (i fratelli Paolo e Massimo Sorci), Medeo e Zirbia (i fratelli Matteo e Lorenzo Zerbini), Pedrinho (Fabio Lamperini), Boccia (Paolo Balistreri), il Prof (Luca Colonnelli) e Mocho (Claudio Fiocchi).
Sono pronti ad esportare quella "Ternitudine" che si sono inventati, girando e rivoltando la ternanità come si fa con un cocktal ed aggiungendoci fantasia, goliardia ed autoironia.
Gli Altoforno hanno lavorato in sala d'incisione per tutto l'inverno. I brani sono tra i più celebri tra tutti quelli riadattati. C'è pure un inedito, "Lu Manila", sul brano di Patty Pravo "e dimmi che non vuoi morire". C'è "Lapo Elkann" (cover di "Sandokan"). C'è "Sette e quaranta" con musica presa in prestito da Lucio Battisti. Poi altri riadattamenti di hit di successo. "Cuore matto" diventa "Poru gatto", "Mi vendo" diventa "Milingo", "Porta Portese" diventa "Da lu cinese".
E poi alcuni classici: quella "Ternitudine" sul primo successo di Laura Pausini diventata un simbolo, "Serie a" dedicata alle Fere, "Permanente" che adatta un successo di Franco Battiato alla buffa storia di un incidente sui Prati di Stroncone, "Annarosa" ispirata da Adriano Celentano e "Perdere i capelli".
"Un disco – spiega Zyplox – nato dalla collaborazione con l'impresario romano Fabio Censi e con la Fc management.
Dopo aver ascoltato quasi per caso le nostre canzoni, Fabio ci ha contattato. E siamo arrivati al disco, inciso negli studi della Mami records di Marco Cocchieri e stampato in 5 mila copie."
Ne è passata di acqua sotto i ponti. 15 anni fa, in una serata di luglio, questo gruppetto di ragazzi cresciuti in periferia cantavano per la prima volta davanti a pochi amici alcune delle canzoni riadattate nel corso di serate tra amici ed in campeggi parrocchiali.
Ora sono pronti a portare la "Ternitudine" sulle spiagge italiane.
"Speriamo – dice Gabriele Battistoni – di far crescere la popolarità di Terni, visto che non ci si riesce in altri modi."
Sotto, dunque, con l'operazione-Ternitudine, per esportare lo "slang" ternano. Come fecero i Pitura Freska con il veneziano.
"Ma noi – replica Zyplox – più che ai Pitura Freska ci ispiriamo a Gigione."
Che di fortuna ne ha fatta. Anche lui cominciando solo per scherzo.

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