Un banano in fiore a Porta Sant'Angelo

La scoperta è strabiliante. a Terni non solo cresce un banano.... ma addirittura tenta di fruttificare, fatto più unico che raro! Per vivere, questa pianta ha bisogno di temperature piuttosto calde, che non dovrebbero praticamente scendere al di sotto dei 10 gradi.
In media, e considerando le recenti bizzarrie del clima, Terni può essere considerata un buon luogo dove crescere.
La maggior parte dei banani che vivono nelle città italiane, però, non riescono a fiorire, a causa delle temperature non sufficientemente elevate o, più spesso, per colpa della scarsa disponibilità di acqua.
In condizioni ottimali, ossia in presenza del caldo umido tropicale, dapprima compaiono dei fiori, che si dispongono a gruppi uno vicino all'altro.
Ogni raggruppamento è avvolto da due "foglie" particolari, verde-rossastre, che si piegano verso il basso incurvandosi.
L'insieme di queste "foglie" (chiamate spadici) assomiglia al classico casco di banane, ma ancora non racchiude frutti.
Questa è la situazione che appare a chi si affacci in questi giorni dal ponte sulla forma che lambisce Porta Sant'Angelo: due banani in ottima salute, uno dei quali recanti questi gruppi di spadici.
Delle tante "forme", ossia dei piccoli corsi d'acqua, che attraversavano Terni, quella di Porta Sant'Angelo è una delle ultime rimaste, probabilmente la più nota.
Si sa che la presenza di una quantità cospicua di acqua può modificare il "microclima", ossia la temperatura media di una piccola area, in questo caso innalzandola sensibilmente e permettendo ai banani di vegetare ed accrescersi.
L'ipotesi su ciò che può avere provocato il "piccolo miracolo" della fioritura, poi, è piuttosto semplice, e si può avanzare osservando il luogo nel quale sono collocate le piante: a ridosso di un muretto.
La piccola costruzione ha accumulato il calore atmosferico, formando un "angolo caldo" che ha favorito l'evaporazione dell'acqua (una delle caratteristiche dei tropici è l'altissima percentuale di umidità nell'aria).
É probabile, inoltre, che la massiccia costruzione della Porta abbia riparato ulteriormente l'angoletto, trasformandolo nel luogo "più simile a casa" che ci possa essere, per un banano, il quale ha avviato il processo che – normalmente – lo porta a creare i frutti ben noti.
Inutile, però, tentare acrobazie per provare il brivido di rubare una banana: si correrebbero rischi inutili.
Il miracolo è riuscito solo a metà, e nei "contenitori verdi" ci sono solo fiori, non commestibili. Non si può pretendere troppo da due poveri banani in trasferta nella conca ternana!
di Gisella Paccoi
Il Messaggero Lunedì 10 Agosto 2009

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