Da oggi rimanderanno indietro sia il pranzo che la cena. E lo sciopero della fame dei detenuti del carcere di Sabbione andrà avanti finché le istituzioni
"non prenderanno nella giusta considerazione le loro richieste."
In una lunga lettera i detenuti che affollano le celle del penitenziario ternano rivendicano
"il diritto di poter pagare il conto con la giustizia in modo costruttivo e dignitoso."
E denunciano
"una situazione di sovraffollamento inaccettabile, che impedisce di partecipare a corsi di formazione professionale, corsi scolastici e culturali."
Nella lettera, i detenuti di Sabbione parlano delle misure alternative al carcere che darebbero un po' di respiro a un penitenziario che scoppia.
"Affidamenti lavorativi o presso le comunità protette, lavori socialmente utili e detenzione domiciliare -scrivono- ormai vengono concessi sempre più raramente."
Ormai da mesi a Sabbione vivono 320 detenuti, una cifra record per una struttura che ha un capienza massima di 180 posti.
Per ventuno ore al giorno dividono in due una cella di nove metri quadrati con un bagno che non ha le finestre. Le tensioni sono inevitabili. I detenuti sottolineano che questo sovraffollamento
"crea inevitabili screzi, dissapori, scontri sociali, politici, di razza e religione.
Le carceri -aggiungono- attualmente vivono nell'illegalità e contrastano con i principi sanciti dalla Costituzione."
Solo una ventina di giorni fa i reclusi hanno cercato di far uscire dalle celle il crescente malumore sbattendo le pentole contro le sbarre. In quell'occasione il direttore del carcere, Francesco Dell'Aira, sottolineò che la protesta dei detenuti
"dimostra che anche a Terni la situazione del sovraffollamento ha raggiunto un livello tale da richiedere l'intervento delle autorità preposte."
Per Dell'Aira
"ormai una soluzione di breve periodo non è rinviabile. Attualmente -aggiunge- le condizioni di rispetto della dignità dei detenuti previste dalla legge non sono rispettate."
In questi giorni di crescenti tensioni Dell'Aira incontra quasi ogni giorno i detenuti e sta avendo diverse riunioni anche con la polizia penitenziaria. Per tentare di archiviare un sistema ormai superato e di coinvolgere in un percorso nuovo tutte le risorse umane che vivono nel penitenziario ternano. Convinto com'è che bisogna affrontare in modo costruttivo la situazione attuale e le emergenze che ci sono senza piangersi addosso, Dell'Aira punta a
"riorganizzare una vita detentiva che privilegi la socialità e restituisca agli ospiti di Sabbione la responsabilità della gestione della propria vita."
Di ritorno dalla visita di ferragosto nei quattro penitenziari umbri, i radicali Pullia e Maori hanno detto che
"il carcere assomiglia sempre più ad una discarica sociale per i meno abbienti e per i più emarginati."
di Nicoletta Gigli
Il Messaggero Martedì 1° Settembre 2009

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